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Una delle caratteristiche
principali del menù degli abitanti della zona settentrionale dell’Ungheria
è la quantità elevata di pasta cotta, nonché i vari piatti
preparati con fagioli, crauti, patate e mais. In sostituzione del
grasso di maiale si usano burro e olio. I legumi vengono addensati da un
composto di latte e farina. Si mangia poca carne, quella del maiale,
come avveniva nei nostri paesi rurali si conserva e le varie parti si
consumano nel corso dell’anno. Soltanto in occasione di feste o
matrimoni si usa cucinare carne bovina o di pecora.
La zona è ricca di frutta.
La tradizione riporta a due modalità d’uso che un tempo veniva
essiccata. D’inverno se ne ricavavano delle zuppe abbondanti, d’estate
invece delle salse per condire la carne cotta. Un’altra
specialità sono le paste lievitate che si preparano anche con il
ripieno di zucca, patate, rapa e crauti. Tra i piatti di pasta
preparati sul paiolo all'aperto sono ancora oggi preferiti il Krafen ed
i cenci chiamati "csöröge".
In tante località la
crêpe è denominata "frittella sulla pietra". Da queste parti
si friggono ancora in grande quantità oche, capponi, tacchino,
ma anche agnelli teneri con dragoncello, e vitello con limone. Tra i
contorni basta menzionare la polenta ed un bel piatto di pasta a
globuli chiamati tarhonya. Dobbiamo confessare poi che è difficile
resistere a un piatto di crauti ripieni.
La
Palócföld (Terra dei Palóc) è una delle
regioni più belle e intatte del paese. Quando si sente il termine
palóc si pensa subito al dialetto speciale, ai costumi ricchi ben
colorati e ad abitudini interessanti. All’inizio del secolo scorso
si tenevano ancora i matrimoni doppi. Nel giorno del matrimonio i cortei
nuziali del fidanzato e della fidanzata andavano la mattina verso la
chiesa separati l'uno dall’altro. Facevano "il ballo del
prete" e dopo la cerimonia accompagnavano la sposa novella alla sua
vecchia casa. Le nozze cominciavano a casa della fidanzata. Si facevano
conversazioni, si mangiava e si beveva. Poi arrivavano i pronubi
(animatori) del fidanzato a prendere la fidanzata che a casa del
fidanzato veniva condotta direttamente nella cucina, dove mangiava pane
con le mele in modo che nel matrimonio fossero sempre dolci l’uno
verso l’altra. Poi la sposa novella tagliava il pane, mescolava la
polenta in modo che diventasse una massaia diligente. Alla fine verso le
dieci di sera cominciava la cena, il punto culminante delle nozze,
quando gli sposi novelli mangiavano insieme nello stesso piatto.
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