| A 35 km circa
dal Balassagyarmat (il centro di confine con la Slovacchia)
e a 100 km da Budapest,
si trova Hollókõ, dove vivono appena
450 abitanti, appartenenti al gruppo
etnico dei "Palóc". Fu il primo
villaggio del mondo ad essere registrato nell’elenco
del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Il piccolo borgo, nascosto tra i monti di Cserhát,
ha conservato intatta la sua struttura architettonica
medievale. Il centro, composto di 65 edifici e della
chiesa, forma un museo dal vivo. L’esposizione
del Museo del Villaggio presenta il modo di vivere del passato,
e le tradizioni della convivenza di tre generazioni.
Sul monte che sovrasta il villaggio si vede il Castello
di Hollókõ, recentemente restaurato,
che risale al secolo XIII. Il borgo, che richiama l’atmosfera
delle fiabe popolari, è stato accuratamente
ricostruito ai piedi delle rovine della fortezza del XIII
secolo, in cima al colle dai ripidi pendii, grazie anche alla
protezione dei beni monumentali. E’ diventato un esempio
di fusione ed armonia tra paesaggio ed architettura popolare.
Il centro storico ha conservato la struttura medievale con
gli appezzamenti di terreno stretti, nastriformi, collocati
intorno a mo’ di pettine, secondo l’uso montanaro,
e le case palóc pitturate in bianco con la
calce, dal tetto sporgente e dal porticato in legno intagliato.
Caratteristica è la cantina sottostante, cui si scendeva
in genere dalla strada. Nel centro, intorno alla chiesa del
XV secolo dal campanile in legno, si è praticamente
creato un museo rurale vivente, costituito
da più di cinquanta case. Si tratta di un
rarissimo esempio di come, mediante appropriati interventi
si possa incrementare il turismo, assicurando il sostentamento
degli abitanti, senza rompere l’equilibrio del passato.
Quello di Hollókõ non è un semplice
museo etnografico, è molto, ma molto di più:
le vecchie case, infatti, sono abitate,
l’ufficio postale funziona ed è aperto anche
l’ambulatorio medico. In poche parole è
un villaggio-museo a cui palpita il cuore, e vive
con i suoi pochi abitanti. Al museo rurale è stata
allestita una mostra etnografica permanente che mediante i
mobili, gli utensili e gli oggetti d’uso comune illustra
la vita di una famiglia di tre generazioni a cavallo tra i
secoli XIX e XX.
Nelle case degli artigiani, durante il fine settimana
si possono apprendere i segreti dei rispettivi mestieri.
Nelle serate danzanti le donne presentano in abbaglianti costumi
a più gonne, ornate di lustrini, i canti e i balli
tipici dei palóc.

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Architettura tipica palóc

Arredamento tipico

Hollókõ

Hollókõ
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