| Eger, il centro
della Valle delle belle Donne, emerge tra le belle città
barocche del paese e per il suo glorioso passato. È
diventata famosa per il patriottismo di lstván Dobó,
capitano del castello, che alla testa del ridotto esercito,
nel 1552 riuscì a resistere agli attacchi del potente
esercito ottomano, venti volte più numeroso. L’avvenimento
storico è anche ricordato nel romanzo di Géza
Gárdonyi, "Stelle di Eger".
La città è famosa per i bagni
termali, ma soprattutto, come centro
di una delle famose zone vinicole storiche, per i
vini e per le secolari cantine.
La Basilica (Esterházy tér),
la seconda dell’Ungheria, ultimata
nel 1831, in stile neoclassico, dispone del
più grande organo del paese. I concerti d'organo, della
durata di 30 minuti, si tengono nei giorni feriali alle ore
11.30, la domenica alle ore 12.45, nel periodo dal 15 maggio
fino a 15 ottobre. Il Palazzo Arcivescovile
(Esterházy tér) fu per 250 anni la residenza
dei vescovi di Eger. Nel Centro delle collezioni dell’arcivescovado
(Széchenyi u. 1), è illustrata la storia.
L'edificio del Liceum (Esterházy tér 1) fu
eretto alla fine del secolo XVIII in stile tardo barocco.
Al primo piano è collocata la Biblioteca dell’arcidiocesi,
una delle più imponenti del paese, che comprende 130.000
volumi, codici e, inoltre, l’unica lettera di Mozart
ritrovata in Ungheria. Nella torre funziona la Specola,
l’Osservatorio provvisto di attrezzi d’alta tecnologia
del 1776. L’apparecchio più interessante è
il periscopio che proietta la visione viva della città
su un tavolo bianco posto in una camera oscurata.
Sulla Via Kossuth si allineano bei palazzi barocchi,
con balconi in ferro battuto: i Palazzi del Prevosto, e la
Chiesa dei Francescani. La Prefettura (Kossuth
Lajos u. 9) è decorata da un bellissimo cancello
in ferro battuto, eseguito da Henrik Fazola, nel
cortile si trova il carcere che ricorda l’atmosfera
dei secoli XVIII-XIX con la mostra di storia locale dal titolo
"Il comitato di Heves e la città di Eger nel ‘700
e ‘800". Lo stesso edificio accoglie anche il Museo
dello Sport.
Nell'area della
Fortezza di Eger (Vár 1) si vedono le rovine di
una cattedrale del secolo XIII, il gotico Palazzo vescovile
del secolo XV, il Museo della fortezza István Dobó,
inoltre la Pinacoteca (pitture italiana, fiamminga, francese,
austriaca ed ungherese dei secoli XVI-XVIIII), l’esposizione
della storia della città, la lapide sepolcrale di István
Dobó, la glittoteca, il museo di prigione, la zecca,
il museo di figure in cera. Nel sottosuolo è formato
il sistema di casematte; nel cortile del castello è
posta la tomba di Géza Gárdonyi, mentre la sua
abitazione è ora adibita a Museo commemorativo (Gárdonyi
Géza u. 28).
Nella vicinanza si vede il Minareto che segnala il
limite settentrionale delle costruzioni dell’impero
ottomano nell’Europa.
La Chiesa Minorita (Dobó tér
3), una delle più belle chiese barocche del
continente, fu eretta nel 1758 dall’ordine
dei frati minori di Eger, il cui interno è un’opera
d’arte particolare. Il folclore palóc (Dobó
tér 6) è illustrato da ricami, dai tessuti,
dalle ceramiche e dai costumi popolari festivi dei palóc.
La strada pedonale Via Széchenyi,
è fiancheggiata da birrerie e pasticcerie. Il Museo
della Farmacia István Telekessy (Széchenyi u.
14) conserva i vasi da farmacista in ceramica "habán"
(ex gruppo etnico dell’Ungheria). Nella Chiesa
Serba Ortodossa (Vitkovics u. 30) si vede una preziosa
iconostasi del 1789. Nell’ex casa parrocchiale (Széchenyi
u. 55) è stata realizzata la stanza commemorativa Mihály
Vitkotics, poeta serbo, ed è allestita l'esposizione
del fotografo György Kepes.
Il Bagno
Turco (Fürdõ u. 1) è il ricordo della
particolare cultura balneare formatasi durante l’occupazione
turca di Eger (1596-1686).
Eger è la patria dei vini generosi.
Nelle cantine di Szépasszonyvölgy (Valle
delle belle Donne), scavate nel
tufo calcareo, si assaggia il famoso vino, l’Egri
Bikavér (Sangue di toro di Eger).

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La statua di Dobó e la fortezza di Eger

Eger by night

La Basilica di Eger

La fortezza di Eger

Il cancello Fazola
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