Home page
Home page

Budapest
Budapest

I dintorni di Budapest
Dintorni di Budapest

Transdanubio Settentrionale
Transdanubio
Settentrionale

Transdanubio Meridionale
Transdanubio
Meridionale

Balaton
Balaton

Ungheria Settentrionale
Ungheria Settentrionale

La Grande Pianura
La Grande Pianura

Proposte Vacanze       Alberghi-Alloggi       Ristoranti       E-mail       Convenzioni       Login-Area riservata       English version



CASTELLI

CITTÀ

GASTRONOMIA
Storia della cucina
Piatti

PAESAGGI

PARCHI NAZIONALI, AREE PROTETTE

TERME

ZONE DEL VINO

La Szigetköz è "figlia del Danubio" e venne chiamata anche "il Paese delle mille isole". I pescatori del posto godevano sempre della stima di tutti. Oltre alla pesca, gli indigeni si dedicavano anche alla caccia, ma l'allevamento di animali si dimostrò un'attività più redditizia. La coltivazione dei campi era possibile soltanto nei territori che si trovavano in altura che proprio per questo non venivano colpiti dalle alluvioni annuali. La fama del giardinaggio della Szigetköz risale a secoli fa. I paesi erano circondati da orti di cavoli, ma vi si coltivavano anche verdure varie, come peperoni, patate, granturco e zucca.

Dopo i semplici pasti quotidiani, si facevano le grandi mangiate soprattutto in occasione di banchetti di nozze. Il pranzo nuziale cominciava con un brodo di pollo, con le rigaglie si mangiavano le patate alla paprika oppure alla salsa di pomodoro. Poi era la volta del pollo e del maiale impanati, in seguito si servivano l'arrosto e l'anatra al forno con riso, patate e insalata, dopodiché si passava alle torte, paste, dolci e alla polenta. Con tutte le portate si consumavano vini in abbondanza. All'alba, il toccasana migliore per lo stomaco era un piatto di carne di maiale ai salcrauti. I piatti preferiti dei "poncichter", i tedeschi di Sopron, il cui nome deriva dal tedesco Bohnenzüchter, produttore di fagioli, erano gli gnocchetti di fagioli, il tritello di fagioli rosolato, i salatini ai fagioli e lo strudel ai fagioli. Ognuno stuzzica la sete di vino, fa venire la voglia di una bottiglia di "Soproni Kékfrankos" (Kékfrankos di Sopron), il vino rosso più famoso del Transdanubio Settentrionale.

Leccornie dal Transdanubio SettentrionaleIl piatto più importante della regione di Vas è la zuppa. Esistono vari tipi di zuppa agra preparata con o senza brodo di carne, come per esempio la zuppa di polmone o alle verdure, tra le quali spiccano il cavolo e la carota, preparate con farina, cipolla e paprika rosolate e con aglio. Il pane accompagna quasi tutte le portate, mentre in passato non si conoscevano i contorni. La carne lessa solitamente si consumava con salse di aglio, cipolla, rafano e funghi. Tra i volatili si mangiava in prevalenza il pollo, le oche erano allevate solo per le loro piume. Raramente si servivano pietanze di manzo, i giovenchi si macellavano solo per i banchetti di nozze. L'animale più "economico" era il maiale, nel senso che se ne utilizzava ogni piccola parte. I maiali venivano macellati due volte all'anno, prima di Natale e tra gennaio e febbraio. Era il padrone stesso a fare da macellaio assistito dal cognato, dal compare e dal vicino.

Ai piedi dei Monti di Bakony e dei Vértes, il paludoso Sárrét (Prato fangoso) "attirò" gli abitati con le sue acque ricche di pesci e con i suoi prati erbosi. All'inizio del secolo XIX, in seguito alle bonifiche, vi si liberarono numerosi campi da arare e da riservare ai pascoli.

Le zone occidentali, meridionali e orientali dei Vértes chiamate falde dei Vértes divennero famose (con particolare riguardo alla storica regione vinicola di Mór) soprattutto per la loro industria vinicola. Per gli indigeni il valore supremo era senz’altro il bestiame. Vi si allevavano in prevalenza gli ovini e, in quantità minore, i bovini. Per il consumo quotidiano si sgozzavano per lo più le anatre e polli allevati in casa, mentre il gulasch di pecora si serviva soltanto in occasione della vendemmia.

Nei giorni feriali, a colazione, la servitù delle tenute consumava uova, latte o minestra di farina. A mezzogiorno gli aratori ed i mietitori mangiavano lardo, pane e cipolla. La zuppa per loro era un pasto esclusivamente serale. Si mangiava la carne due volte alla settimana o anche più spesso qualora si disponesse di una quantità maggiore di pollame. Con la farina rosolata si preparavano cavoli, fagioli e pomodori lessi. I piatti si rendevano più densi facendo appunto rosolare la farina nel grasso o mescolando farina e panna acida. Quest’ultimo metodo era utile soprattutto quando il grasso di maiale era finito o doveva essere centellinato. Dopo aver macellato il maiale, si consumavano a poco a poco sanguinaci, salsicce, soppressata e lardo cotto. Si conservavano per l'inverno la costata affumicata e il prosciutto, ma insieme al lardo si consumavano anch'essi entro l'arrivo della primavera.

In occasione delle feste familiari si organizzavano banchetti grandiosi. Quali erano i cibi considerati prelibati? Ce lo rivela il contenuto della "cesta del compare". Da quelle parti secondo le regole della creanza, la madre del neonato non doveva uscire di casa palma del battesimo, perciò erano il padrino e la madrina scelta a procurarle i viveri necessari. In tutte le case esisteva una cesta intessuta di vimini bianca la quale veniva riempita di cibi prelibati per essere poi portata alla madre del bimbo. Vi si mettevano brodo di carne, carne alla paprika e panna acida o spezzatino, arrosto e carne impanata, pollo farcito, paste al forno, dolciumi e frutta. A volte "il pranzo del compare" comprendeva diciassette portate affinché la puerpera riprendesse quanto prima le proprie forze.

Nei Bakony e alle falde dei Bakony spira quasi sempre il vento, le fronde dei boschi stormiscono e anche la quantità delle precipitazioni è superiore rispetto a quella dei territori circostanti. Per i paesi della zona costituivano fonti di guadagno cospicue le racimolate boscherecce e le ghiande per pascolare i maiali. I pastori dei Bakony preparavano i loro pasti in prevalenza costituiti da suini, ovini e latticini. Nei boschi crescevano sorbe, rosa canina, fragole, sambuco selvatico, more, prugnole, nocciole, corniole, ciliege, mele e pere selvatiche. Piatti molto amati erano le verdure lesse preparate con farina rosolata nel grasso (patate dense e piselli densi) nonché i vari tipi di pasta.

TORNA SU