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Il castello di TataTata, popolare localitŕ turistica, dista 70 chilometri dalla capitale. E’ facilmente raggiungibile, percorrendo l’autostrada M1 verso Győr. La ricchezza di selvaggina delle vicine montagne Vértes e dei Gerecse, la vicinanza di Buda, le sorgenti carsiche ricche d'acqua, ed il laghetto Öreg, alimentato dal ruscello Által, nonché i numerosi canali e laghetti resero la cittadina meta preferita di riposo sin dal medioevo e luogo preferito di svago dei diversi regnanti. Successivamente alla dichiarazione in monumento protetto, il Castello č sede del Museo di Domokos Kuny. Al pianoterra si trovano i segni dell’antica e vicina Pannonia.  L'esposizione prosegue con la presentazione delle testimonianze risalenti all’epoca medievale della cittadina di Tata. Il pezzo pregiato dell’aula dei Cavalieri" é la ristrutturata stufa in maiolica, a forma di cavaliere. Al secondo piano troviamo la ricca esposizione sulla storia delle maestranze e i pezzi piů belli della collezione delle faenze di manifattura locale. Nella cappella del castello, costruita nel XVIII secolo, separata dal resto del complesso, possiamo vedere un'esposizione d’arte episcopale.


C E N N I   S T O R I C I

lI castello vecchio di TataIl castello gotico dalla forma quadrangolare, ornato da quattro torri d'angolo, fu costruito sui resti di un vecchio rudere, agli inizi del 1400 dal re Sigismondo (divenuto poi imperatore del Sacro Romano Impero). Il castello fu cosě protetto da una parte dal lago Öreg, mentre dal lato nord-ovest e sud-ovest da un fossato d'acqua. Le torri furono collegate dalle ali a due piani del castello stesso, in una delle quali si trova la cappella. Il re Mattia Corvino (1458-1490) trasformň l’edificio in castello rinascimentale.

Il castello di TataPer rafforzare il sistema protettivo, intorno al 1570 il castello fu recintato da mura con bastioni e casematte italiani. Successivamente alla morte del re Mattia ebbe inizio una lunga fase di decadenza: i turchi, durante le loro invasioni lo occuparono e l’incendiarono in diverse occasioni. Le continue invasioni ne segnarono il destino e le scritture del fine secolo XVII lo menzionavano giŕ come in rovina. In questo stato fu acquistato nel 1727 dal giudice regio, József Esterházy (1682-1748). L'ala ancora esistente, che dava sul lago, alla fine del 1890 fu trasformata in stile neogotico.

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