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CASTELLI
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DEL VINO
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Sárvár, che si trova nel Transdanubio Settentrionale, a metŕ strada della statale 84 che collega Sopron
con il lago Balaton, ha una storia
antica.
Il
castello, menzionato in atti del XII secolo, in forma pentagonale,
ha conservato dal XVI lo
stile rinascimentale. Il soffitto della sala ricevimenti č
decorato con affreschi, in cornici colorate di stucco, del pittore
viennese Hans Rudolf Miller, e riportano scene dalle battaglie combattute
dal nonno, Ferenc Nádasdy. Le pareti laterali della sala di ricevimento
sono decorate con affreschi barocchi del pittore István Dorffmeister e
presentano tematiche tratte dall'Antico Testamento. Il castello oggi č
sede culturale della cittŕ di Sárvár, ospita il Museo Ferenc Nádasdy,
la biblioteca della cittŕ, e la casa di cultura.
Le esposizioni permanenti del museo sono: l'esposizione "I
Secoli di Sárvár" sulla storia della cittŕ e del castello,
l'esposizione di mappe e cartine, nonché l'esposizione "Tipografia e
Editoria nel podere dei Nádasdy". Si ricorda che qui fu stampato il primo libro in lingua ungherese,
ed una grammatica latino-ungherese; il "Nuovo Testamento" di
János Sylvester, uscě proprio dalla tipografia fondata da Tamás
Nádasdy nel
1541. L’esposizione "Huszárok" – ussari, soldati – ci
permette di dare uno sguardo nella storia della cavalleria leggera
ungherese. La collezione di oggetti di arte applicata é testimonianza
della devozione della famiglia Nádasdy per l'arte.
Di fronte al castello possiamo
passeggiare nel famoso arboreto, trasformato nel XIX secolo in
giardino botanico. Accanto al laghetto, si trova un complesso balneare,
con bagno termale di fama internazionale.
Tra i
programmi ricorrenti suggeriamo il Festival folcloristico internazionale e
le sagre autunnali
della vendemmia. Ogni due anni, nella prima metŕ di settembre si
organizza l’incontro internazionale degli ussari e le giornate storiche
che rendono omaggio alle personalitŕ insigni della storia ungherese.
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C E
N N I S T O R I C I
Originariamente Sárvár fu fondata in una zona
acquitrinosa, alla congiunzione di due fiumi, il Gyöngyös ed il
Rába, da qui deriva anche il nome. (Sár-vár=fangoso-castello).
L'avo
dell'odierno castello fu molto probabilmente una delle maglie
della catena difensiva costituita successivamente all'occupazione
del territorio da parte dei magiari. La ricostruzione nell’attuale
forma tardo-rinascimentale č collegata al nome della famiglia
Nádasdy. Con l'aumento del pericolo degli attacchi turchi,
furono rafforzate le strutture difensive. Fu allora che ebbe
inizio la costruzione del Castello ultimata da Ferenc Nádasdy, un
nobile mecenate che, tra l’altro, fece costruire delle chiese, e
raccolse oltre alla propria cospicua biblioteca, anche una
ricchissima collezione di oggetti d’arte applicata e d’arte
figurativa.
Fu lui,
a decidere nel 1640, nel corso dei lavori, l’unificazione del
complesso architettonico pentagonale
e la struttura del castello composto fino ad allora da edifici
separati, facendo costruire le ali di collegamento ed una
cappella. Il ramo Este degli Asburgo acquistň nel 1803 il podere
di Sárvár, fece ristrutturare il castello, bonificare le acque
paludose attorno al fossato della fortezza che fu trasformato in
parco.
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