| Monti
di Vértes
L'area protetta racchiude romantiche valli e rarità
botaniche ed inoltre conserva ossa animali e reperti
di oroippo di zoccolo a tre unghie, ritrovati nella Spelonca
Esterházy situata nel dintorni di Csákvár,
testimoniano che in questa zona c’erano tracce
di vita già 10 milioni d'anni fa. Nella Fáni
völgy (Valle Fáni) si nascondono le più
belle piante, il lino delle fate cresce nella Valle Írtás,
la terra rossa della miniera di bauxite di Gánt ricorda
un rigido paesaggio lunare, sugli scogli emergono rovine di
rocche. Attraverso il Monte Haraszt e la Valle Kõlik
sul sentiero di geologia e botanica, lungo 3 km, si fa una
piacevole passeggiata. A Vérteskozma si può
osservare il panorama delle belle case contadine. Nei pendii
dolomitici meridionali il clima è simile a quello dei
paesaggi mediterranei.
In autunno qui fiorisce il sommacco
di un bel colore rosso. Nell'ambito dell'area protetta
del Vértes, che comprende 15.035 ettari, vengono tutelati
preziosi tesori naturali dell'Ungheria. Il sentiero
botanico e geologico del monte Haraszt parte da Csákvár
e consente di conoscere la flora e la fauna submediterranea
di questa zona variegata del Vértes.
Le località di bella posizione, dall'aria
pura del Vértes, con le loro tradizioni, con
la loro storia, con i loro ricordi architettonici vanno ad
arricchire i dintorni e allo stesso tempo offrono ospitalità
calorosa nel quadro del turismo rurale. Le alture sono ricche
di selvaggina, soprattutto di mufloni, caprioli e cinghiali.
Nel pittoresco bacino di Zámoly, ai piedi del Vértes
offrono buone possibilità di caccia alla selvaggina
minuta.
Õrség
La regione dell'Õrség è un paesaggio
di particolare atmosfera che non è paragonabile
con nessun'altro del paese. Nella zona sud-ovest della regione
di Vas le strade maestre si snodano e passano tra pinete e
faggeti, si alternano le cime delle colli con le valli, ruscelli
mormorano attraversando prati verdi e nei boschi si travedono
le strette strisce dei campi arrampicanti. Qua e là
appaiono agglomerati di case, però si rende conto dell'esistenza
dei villaggi soltanto in base alla segnaletica stradale. Nei
tempi passati, a partire dalla conquista della patria, la
regione Õrség, come lo indica il nome, era destinata
alla custodia del paese. Gli abitanti di
questa zona di una volta si impegnavano della difesa del confine
e dalle cime delle colli osservavano se si avvicinavano squadre
nemiche. Così si formò un modo di costruzione
del tutto speciale, la cosiddetta costruzione a "szer"
in ungherese, che è rimasto anche fino ai nostri giorni.
Da questa funzione deriva la tipica forma degli abitati -
composti di 5-10 case sulle cime dei colli - chiamata "szer"
e conservata fino al nostri giorni. Quasi in ogni villaggio
(in totale sono 27 agglomerati, con il capoluogo di Õriszentpéter)
si trova qualche casa vecchia, qualche campanile rustico.
I più bei ricordi dell'architettura popolare (come
ad esempio: la casa "recinta" con tetto di paglia,
la dispensa a piani) sono raccolti ed esposti nel Museo
Etnografico all'aperto di Szalafõ-Pityerszer.
Le piccole finestre della casa “alla crocchia”,
il cortile circondato da accessori ed il granaio a più
piani, costruito con travi di legno e con chiodi di legno,
rievocano l'atmosfera dei tempi remoti. L'Õrség
costituisce la maggiore area protetta del paese, con 200 sorgenti
e 15 ruscelli di acqua limpidissima, con 500 specie di farfalle,
con la rara alchimilla sulla sua superficie. È
famoso il mestiere di pentolaio i cui prodotti si vendono
nella Fiera di Õrség, sono caratteristiche le
feste folcloristiche come la posta di maio,
ed il tiro di ceppo e le pietanze locali.

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Farfalla

Flora

Õrség, Museo Etnografico all'aperto

Õrség, Museo Etnografico all'aperto
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