| La Szigetköz
è "figlia del Danubio" e venne
chiamata anche "il Paese delle mille isole".
I pescatori del posto godevano sempre della stima di tutti.
Oltre alla pesca, gli indigeni si dedicavano
anche alla caccia, ma l'allevamento
di animali si dimostrò un'attività
più redditizia. La coltivazione dei campi era possibile
soltanto nei territori che si trovavano in altura che proprio
per questo non venivano colpiti dalle alluvioni annuali. La
fama del giardinaggio della Szigetköz risale a secoli
fa. I paesi erano circondati da orti di cavoli, ma vi si coltivavano
anche verdure varie, come peperoni, patate, granturco e zucca.
Dopo i semplici pasti quotidiani, si facevano le
grandi mangiate soprattutto in occasione di banchetti di nozze.
Il pranzo nuziale cominciava con un brodo di pollo, con le
rigaglie si mangiavano le patate alla paprika oppure alla
salsa di pomodoro. Poi era la volta del pollo e del maiale
impanati, in seguito si servivano l'arrosto e l'anatra al
forno con riso, patate e insalata, dopodiché si passava
alle torte, paste, dolci e alla polenta. Con tutte
le portate si consumavano vini in abbondanza. All'alba,
il toccasana migliore per lo stomaco era un piatto di carne
di maiale ai salcrauti. I piatti preferiti dei "poncichter",
i tedeschi di Sopron, il cui nome deriva dal tedesco Bohnenzüchter,
produttore di fagioli, erano gli gnocchetti di fagioli, il
tritello di fagioli rosolato, i salatini ai fagioli e lo strudel
ai fagioli. Ognuno stuzzica la sete di vino, fa venire la
voglia di una bottiglia di "Soproni Kékfrankos"
(Kékfrankos di Sopron), il vino rosso più famoso
del Transdanubio Settentrionale.
Il piatto più importante della regione di Vas è
la zuppa. Esistono vari tipi di zuppa agra
preparata con o senza brodo di carne, come
per esempio la zuppa di polmone o alle verdure, tra le quali
spiccano il cavolo e la carota, preparate con farina, cipolla
e paprika rosolate e con aglio. Il pane accompagna
quasi tutte le portate, mentre in passato non si
conoscevano i contorni. La carne lessa solitamente
si consumava con salse di aglio, cipolla, rafano e funghi.
Tra i volatili si mangiava in prevalenza il pollo, le oche
erano allevate solo per le loro piume. Raramente si servivano
pietanze di manzo, i giovenchi si macellavano solo per i banchetti
di nozze. L'animale più "economico" era il
maiale, nel senso che se ne utilizzava ogni piccola parte.
I maiali venivano macellati due volte all'anno, prima di Natale
e tra gennaio e febbraio. Era il padrone stesso a fare da
macellaio assistito dal cognato, dal compare e dal vicino.
Ai piedi dei Monti
di Bakony e dei
Vértes, il paludoso Sárrét (Prato
fangoso) "attirò" gli abitati con le sue
acque ricche di pesci e con i suoi prati erbosi. All'inizio
del secolo XIX, in seguito alle bonifiche, vi si liberarono
numerosi campi da arare e da riservare ai pascoli.
Le zone occidentali, meridionali e orientali dei
Vértes chiamate falde dei Vértes divennero
famose (con particolare riguardo alla storica
regione vinicola di Mór) soprattutto per la loro
industria vinicola. Per gli indigeni il valore
supremo era senz’altro il bestiame. Vi si allevavano
in prevalenza gli ovini e, in quantità minore, i bovini.
Per il consumo quotidiano si sgozzavano per lo più
le anatre e polli allevati in casa, mentre il gulasch di pecora
si serviva soltanto in occasione della vendemmia.
Nei giorni feriali, a colazione, la servitù delle tenute
consumava uova, latte o minestra di farina. A mezzogiorno gli aratori
ed i mietitori mangiavano lardo, pane e cipolla. La zuppa per loro
era un pasto esclusivamente serale. Si mangiava la carne due volte
alla settimana o anche più spesso qualora si disponesse di
una quantità maggiore di pollame. Con la farina rosolata
si preparavano cavoli, fagioli e pomodori lessi. I piatti si rendevano
più densi facendo appunto rosolare la farina nel grasso o
mescolando farina e panna acida. Quest’ultimo metodo era utile
soprattutto quando il grasso di maiale era finito o doveva essere
centellinato. Dopo aver macellato il maiale, si consumavano a poco
a poco sanguinaci, salsicce, soppressata e lardo cotto. Si conservavano
per l'inverno la costata affumicata e il prosciutto, ma insieme
al lardo si consumavano anch'essi entro l'arrivo della primavera.
In occasione delle feste familiari si organizzavano banchetti
grandiosi. Quali erano i cibi considerati prelibati? Ce lo
rivela il contenuto della "cesta del compare". Da
quelle parti secondo le regole della creanza, la madre del
neonato non doveva uscire di casa prima del battesimo, perciò
erano il padrino e la madrina scelta a procurarle i viveri
necessari. In tutte le case esisteva una cesta intessuta di
vimini bianca la quale veniva riempita di cibi prelibati per
essere poi portata alla madre del bimbo. Vi si mettevano brodo
di carne, carne alla paprika e panna acida o spezzatino, arrosto
e carne impanata, pollo farcito, paste al forno, dolciumi
e frutta. A volte "il pranzo del compare" comprendeva
diciassette portate affinché la puerpera riprendesse
quanto prima le proprie forze.
Nei Bakony e alle falde dei Bakony spira quasi sempre il
vento, le fronde dei boschi stormiscono e anche la quantità
delle precipitazioni è superiore rispetto a quella
dei territori circostanti. Per i paesi della zona costituivano
fonti di guadagno cospicue le racimolate boscherecce e le
ghiande per pascolare i maiali. I pastori dei Bakony preparavano
i loro pasti in prevalenza costituiti da suini, ovini e latticini.
Nei boschi crescevano sorbe, rosa canina, fragole,
sambuco selvatico, more, prugnole, nocciole, corniole, ciliege,
mele e pere selvatiche. Piatti molto amati erano
le verdure lesse preparate con farina rosolata nel grasso
(patate dense e piselli densi) nonché i vari tipi di
pasta.

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Zuppa invernale con legumi

Zuppa di pollo

Zuppa di funghi

Arrosto di maiale

Pomodoro ripieno con crema di ricotta piccante

Mousse di cioccolato
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