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TRANSDANUBIO MERIDIONALE - PARCHI NAZIONALI: DUNA-DRÁVA

Superficie: 49.479 ettari di cui il bosco di Gemenc 17.779, il letto dell'Ó-Dráva di Szaporca 1.106, il ginepraio di Barcs 5.519 ettari

Visita: è raggiungibile in battello sul fiume Sió o sul Danubio, oppure in treno a scartamento ridotto. Il letto della Dráva di Szaporca e le altre zone protette, estese lungo il Dráva, sono liberamente visitabili. Il Parco di ginepri di Barcs, esteso su 10 ettari, è accessibile percorrendo i sentieri tra la strada nazionale n.6 ed il terrapieno della ferrovia. Sull'orlo sud della peschiera di Barcs è allestito un luogo di sosta per i turisti, con un'area attrezzata all'aperto.

Il Parco Nazionale di Duna-Dráva, inaugurato nel 1996, si articola in due grandi aree: l'una segue il percorso del Danubio da Bogyiszló fino al confine, l'altra s'estende lungo il fiume Dráva sul tratto da Õrtilos a Matty. In quell'ambiente - formato di acque, sponde, paludi, boschi, canneti, rimasto relativamente intatto - crescono 121 specie di piante protette.

Nel fiume Dráva e nelle acque vicine vivono 48 specie di pesci; agli sbocchi dei ruscelli 24 varietà di libellule; sui prati volteggiano 465 specie di farfalle. Il biotopo del Danubio non è per niente povero. Nelle località di Gemenc, famoso per le trofee di cervo, e di Béda-Karapancsa nidificano dieci coppie di aquila comune e 25-30 coppie di cicogna nera. In seguito all'arginazione, eseguita tagliando le svolte dei fumi, si è ottenuto un insieme di bracci d’acqua morti e secondari, che si diramano per 40 chilometri. Si è andato così a formare il più grande e più bel terreno alluvionale del paese, dalla lunghezza di 30 chilometri e 7, massimi, di larghezza.

Dentro le chiuse si sono conservati i boschi già esistenti, con la relativa flora e fauna. Avendo poca superficie d’acqua aperta, l’ambiente è divenuto piuttosto paludoso che acquatico. Un mondo paludoso e impenetrabile, assicura agli uccelli nidificatori e a quelli di passaggio una quiete altrimenti impossibile. I laghi acquitrinosi sono fiancheggiati da salici, e da vecchi pioppi nodosi.

A sud del luogo d’incontro del Danubio con il canale Sió, nel bosco di Gemenc, si trova una magnifica e bella riserva di selvaggina. E’, senza volere esagerare, il più bello dei boschi alluvionali dell'Ungheria.

L’area del parco, protetta da vincoli naturalistici, conserva il suo antico stato originario, esistente prima che il Danubio fosse arginato. Tra i vecchi salici, le secolari querce, i pioppi e il mughetto nidificano e librano aironi cenerini, aquile comuni, cicogne nere, aironi bianchi, e uccelli acquatici. Nella vegetazione florida e fitta come la giungla, vivono cervi, cerbiatte e cinghiali. Nel padiglione, costruito cent’anni fa, all’ingresso della riserva (Szekszárd-Bárányfok, Centro di escursioni) c’è l’esposizione delle Trofee di Gemenc, con le curiosità locali. Il bosco è raggiungibile da Szekszárd con il battello o col treno a scartamento ridotto.

A Barcs, oltre al ginepro crescono le betulle, le querce e, nei territori acquitrinosi, anche gli ontani. Le zone più importanti e molto protette dell’area sono proprio gli acquitrini e le paludi. La palude di Nagy-Berek, aumentata dal ruscello Rigóc, si estende nel mezzo di quest'area. Sull'erba della puszta arenaria vivono, tra i tanti esemplari, quasi indistinguibili, grazie alle qualità di mimetismo, due specie di locuste nominate Mantis religiosa e Acrida hungarica.

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Topolino di foresta
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Gemenc
Gemenc

Vita nel bosco
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