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BanchettoSe la gastronomia si basa sulle risorse disponibili di un luogo, è il caso di ricordare che qui è raramente usata a tavola la carne di manzo. "Si preferisce la carne di maiale o quella di capra, ma anche il pollame. I piatti consumati con maggiore frequenza però sono la pasta, i fagioli, i piselli, le lenticchie e le insalate. 

Altri cibi comuni ed amati sono i salcrauti, peperoni sottaceto e cetrioli": è la sintesi fatta da uno scrittore specializzato che si era cimentato a descrivere i gusti degli abitanti della zona. Nelle grandi occasioni, nelle feste di rilievo, ma anche quando si eseguono lavori importanti il menù contiene brodo di pollo, cavolo ripieno, arrosto (soprattutto di pollame), dolce lievitato ciambella fritta nel grasso e strudel. Tutto accompagnato da ottimo vino

Si preparano anche le ciambelle croccanti di pasta dolce, lievitata al forno. Alle nozze il pronubo ha una simile ciambella croccante gigantesca, appesa al collo: si chiama "pane della madre" e spetta alle madri degli sposi. Nel brodo di pollo si cuoce una pasta sottilissima. La carne lessa si serve con la salsa di cipolla. Dal pollo non si ottiene solo l'arrosto, ma anche lo spezzatino.

Per l'abbondanza della selvaggina nei boschi nonché per i volatili acquatici del terreno acquitrinoso del Lungodráva e della Nagyberek che si estende a sud del Balaton, la zona costituiva un posto ideale per la caccia e per la pesca. Si preparava, ma ancora oggi, in rarissime occasioni, si prepara la selvaggina all'antica maniera dei pastori: gli esemplari, più giovani, arrostiti allo spiedo e quelli più grandi, tagliati a pezzi o interi e si rosolano in pentola, nel grasso o nel lardo sciolto. Il pesce pescato si arrostiva sulla pietra del camino o alla brace, allo spiedo di legno. 

Il pesce, per essere conservato, si essiccava o affumicava. Nella maggior parte dei casi la carne serviva per farne il brodo. La carne lessa era servita con salse e sottaceti. Per arrostire la carne si usavano spiedo, forchetta, tegame e griglia. La parte più pregiata della carne suina era il lardo, che, affumicato, aveva il prezzo più alto tra tutte le carni.

Il piatto principale sia della cucina contadina (ma anche di quella signorile) era la zuppa. L'ortaggio più importante di una volta, il cavolo cappuccio è tuttora uno dei più apprezzati. Una delle zuppe più comuni degli aratori era la zuppa di fagioli con carne affumicata o cotenna. Si producevano in abbondanza i semi di papavero utilizzati sia come condimento della pasta cotta sia come ingrediente delle paste lievitate, pane dolce e schiacciata. Il frutto più amato era indubbiamente la prugna che contenendo molto zucchero era un ingrediente ideale dell'acquavite e della marmellata. Inoltre le prugne secche sono da sempre ghiottonerie ben note a tutti.

Il popolo della Sárköz si dedicava principalmente a due attività antiche: la pesca e la pastorizia. Raccontano gli anziani, che una volta ognuno andava a pescare finché aveva la forza di camminare e "si mangiava col pesce fritto perfino quello lesso". Nei prati erbosi pascolavano mandrie di buoi bianchi e di cavalli sferrati allevati ora al pascolo ora in stalla. Le pecore e i maiali si allevavano in grande quantità. Provengono dalla zona i famosi peperoni di Bogyiszló, polposi, particolarmente adatti ad essere marinati

Negli anni '60 e '70 dell' ‘800 la vita degli abitanti della Sárköz cambiò radicalmente in seguito all'arginamento del Danubio. La zona fu prosciugata, perciò la pesca scomparve quasi senza lasciare traccia. 

Uno dei prodotti più importanti della regione è tuttora l'uva e la zona del vino di Szekszárd gode sempre fama mondiale.

Infatti, in questa parte dell’Ungheria dove il Dráva, nei pressi di Bonyhád, curva ad angolo, si trovano le zone vinicole rinomate in Europa. 

Inoltre un quinto della flora è costituito da piante mediterranee, vi crescono anche fichi e castagne; la fauna è caratterizzata dalla presenza di cervi, caprioli e cinghiali.

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