L’Ungheria,
certamente per un dono naturale ma anche per la sedimentazione
di accadimenti storici (i primi bagni furono costruiti sotto
l’impero Romano), mantiene una forte tradizione
sull’uso delle terme e delle acque, che la rendono particolare
in Europa.
Negli anni 60, forse per attrarre particolare interesse nell’area
connessa ai paesi legati all’ex Unione Sovietica, fu
dato valore strategico all’uso dei bagni termali; furono
costruiti nuovi impianti con piscine all'aperto e al chiuso,
e furono rimessi in funzione anche bagni di antica tradizione.
La stessa ONU riconoscendo le straordinarie risorse dell'Ungheria,
all'inizio degli anni 70, fondò l'Istituto
Thermal Project a Budapest, con il compito di favorire
lo sviluppo dei bagni termali ungheresi e di elaborare progetti
utilizzando le esperienze acquisite e il know-how in altri
paesi.
Dalle sorgenti naturali e dai pozzi trivellati, ogni
giorno, sgorgano circa 350.000 m3 d’acqua termale.
Secondo la legge ungherese è nominata acqua termale
quella naturale con temperatura superiore a 30 °C. L'acqua
minerale, invece, è l'acqua naturale che in un litro
contiene più di 1000 mg di minerali disciolti o di
certi elementi biologici attivi contenuti in una quantità
al di sopra di un limite predeterminato. (Nel caso di acque
potabili, rispettando i requisiti dell'Unione Europea, tale
valore è stato ridotto negli ultimi anni a 500 mg/l.)
L'acqua medicinale ha anche un effetto terapeutico dimostrato
da esperimenti medici. In Ungheria per ottenere la licenza
d’uso della denominazione acqua medicinale - che è
rilasciata dal Ministero della Sanità - occorrono anni
di esperimenti e di prove, cosiddette doppie cieche, ripetute
diverse volte. L'acqua medicinale produce diversi effetti
sull'organismo: oltre alle caratteristiche fisiche dell'acqua
(temperatura, flusso, forza ascensionale, etc.) anche i composti
chimici disciolti nell'acqua hanno determinate proprietà.
Questi composti, attraverso la pelle penetrano nel corpo;
contemporaneamente anche quest'ultimo rilascia alcune sostanze
nell'acqua. Durante il bagno, i composti disciolti nel vapore
acqueo vengono inalati.
Per alcuni elementi contenuti nelle acque medicinali la pelle
è soltanto il veicolo attraverso il quale penetrare
nel corpo dove, secondo la propria composizione chimica, provocano
un effetto specifico. Le acque medicinali sono utilizzate
non soltanto per scopi termali, ma anche come acqua minerale
da bere nel caso di malattie gastrointestinali, dei reni e
di alcune malattie del metabolismo. In caso di malattie degli
organi respiratori le acque sono assunte attraverso le inalazioni.
Oltre ai trattamenti con uso di acqua medicinale, la balneoterapia
comprende anche trattamenti con l'uso di fanghi. In
Ungheria si trovano numerosi tipi di fanghi che possiedono
eccellenti caratteristiche fisiologiche e chimiche; tra questi,
quelli più importanti sono il fango
di Hévíz.
In ogni caso, prima di ogni cura, anche termale, è sempre
opportuno consultare un medico per avere indicazioni sul metodo
e sulla durata dei trattamenti, anche perché esistono indicazioni
(in Ungheria le acque medicinali sono normalmente utilizzate per
curare forme croniche di degenerazione degli organi motori, nello
stadio iniziale di infiammazioni della spina dorsale e delle articolazioni,
nei trattamenti dopo incidenti e dopo interventi subiti alle ossa
o alle articolazioni) e controindicazioni (stato di salute generale
non buono, scompenso cardiaco, alta pressione permanente, infarto
avvenuto nell'arco dei sei mesi precedenti, tumori, tubercolosi,
gravidanza, infiammazioni causate da malattie degenerative degli
organi motori, stadi attivi di malattie causate da infiammazioni
degli organi motori) del bagno termale.
Nel caso di un soggiorno breve, vale comunque la pena concedersi
un rilassante riposo in uno dei tanti centri termali, rinomati quelli
di Budapest, ma anche altrove non sono da meno, dove si può
trovare il tempo per un bagno alle diverse temperature dell’acqua,
una sauna o un massaggio.