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IL DOMINIO TURCO, LA RIFORMA E CONTRORIFORMA, LOTTA PER L'INDIPENDENZA DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE ALLA NASCITA E LA FINE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA
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IL DOMINIO TURCO (1526-1686)
Lo stato ungherese non esisteva di fatto più, diviso in due aree: la parte occidentale in mano agli Asburgo, e quella orientale in mano al principato di Transilvania e a notabili ungheresi. Entrambi segnate da una guerra di religione, cattolica la prima e protestante la seconda. RIFORMA E CONTRORIFORMA La Riforma del ‘500 si diffuse rapidamente in Ungheria. La chiesa cattolica in seguito perse gran parte dei suoi fedeli conservando però intatta la gerarchia. La parte protestante del paese reagì al contrattacco del clero facendo scoppiare la guerra d'indipendenza di Bocskai. Le controversie religiose sfociarono nella guerra dei trent'anni (1618-1648), che coinvolse buona parte dell'Europa. Alla metà del Seicento si avviò la Controriforma e parte della grande nobiltà si riconvertì al cattolicesimo, ma restò nel paese una forte presenza protestante. L’impero ottomano, ormai decadente, attaccò Vienna ma fu battuto dalle truppe ausiliari cristiane, dando inizio anche alla liberazione dell'Ungheria dal dominio turco. Nei territori liberati dalla dominazione ottomana furono concessi ampi feudi all'aristocrazia imperiale e alle famiglie che avevano acquisito meriti militari. Gli Asburgo, ereditata nel 1687 alla dieta di Presburgo la corona d’Ungheria, condussero una politica che provocò negli anni successivi una violenta opposizione. Fu Francesco II Rákóczi, discendente di una famiglia di principi ungheresi a guidare nel 1703 l’insurrezione che impedì alla casa d’Austria di piegare la minoranza calvinista. Sconfitto, non poté impedire ad Alessandro Karolyi di stipulare il trattato di pace del 1711, e andò in esilio dove, nel 1735, morì. LOTTA PER L’INDIPENDENZA Dal 1820, seppure nel periodo delle guerre della Rivoluzione e dell’impero l’Ungheria fosse rimasta fedele a Maria Teresa d’Austria, iniziò a svilupparsi un forte movimento per l’indipendenza, guidato dal conservatore István Széchenyi e dal liberale Lajos Kossuth. Iniziò così la guerra d'indipendenza contro la casa regnante, che si concluse per via della superiorità delle forze in campo, disposte dall’imperatore d’Austria e dallo Zar russo (1848-1849). Seguì un periodo di spietata repressione che non durò a lungo. Da un lato la "resistenza passiva" del popolo ungherese, dall’altro la situazione politica interna ed estera con la perdita del Veneto e della Lombardia, e la sconfitta subita nella guerra con la Prussia, costrinse nel 1867 l'imperatore Francesco Giuseppe I al compromesso. Si stabilì difatti l’indipendenza dello stato d’Ungheria, la sua completa autonomia in materia di diritto comune e del governo e la nascita della Monarchia Austro-Ungarica, individuando nella persona del sovrano l’unità dell’impero. Si avviò così l’epoca del "dualismo", con Francesco Giuseppe che si fece incoronare anche re d’Ungheria. Il mezzo secolo che segui, fino al 1914, fu l’epoca di una grande evoluzione economica e intellettuale dell’Ungheria. Mentre sul versante politico il solo partito a non riconoscere il compromesso fu quello guidato da Kossuth, che morì in esilio a Torino. |