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Transdanubio Settentrionale

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Transdanubio Settentrionale - breve introduzione

Il simbolo della città di Sopron: la Tűztorony, la Torre del Fuoco, Ungheria

Il Danubio divide in due parti l’Ungheria. Una linea di divisione naturale che separa due aree diverse del Paese. Diverse per cultura e storia, ma anche per conformazione geografica. L’area che dalle acque del Danubio si estende a Nord del Balaton, fino ai confini occidentale e con la Slovacchia, racchiude il Transdanubio Settentrionale. Corrisponde sostanzialmente alla parte settentrionale di quella che fu la Pannonia, l'ex provincia romana - quel che rimane è visibile e ben curato. Non a caso l’intera regione è identificata ancora come il dolce paesaggio Pannonico, dove oltre alle bellezze naturali si riscontrano tutt’oggi le tracce della rete viaria e gli agglomerati del passato, considerati non soltanto preziosi monumenti storici ma fondamenta degli attuali centri abitati.

Le terme di Sárvár, Ungheria

Questa parte dell’Ungheria per molte ragioni fu la meno esposta alle devastazioni turche. Se i segni della storia vogliono dire qualche cosa anche i guerrieri romani non si espansero mai ad Oriente, considerando il Danubio punto limitrofo, oltre il quale non era opportuno muovere. 

Quest’area è considerata, inoltre, la parte del paese "dall’aspetto colto"; si dice, infatti, che anche "le pietre parlano un linguaggio colto". In realtà, qui, le ricchezze naturali e l’opera dell’uomo, formano – o hanno formato - un creativo e armonioso equilibrio, riscontrabile nella dolcezza dei luoghi, nei castelli che emergono sulle rocce, nelle piccole chiese di villaggi, e nelle città caratterizzate dall’atmosfera barocca.

Il Transdanubio Settentrionale è attraversato dall’autostrada M1 (E75, E60), che collega Vienna e Budapest, attraversando Gyõr, Tata e Tatabánya, che meritano una sosta. E’ anche attraversato dalla principale linea ferroviaria che collega l’Ungheria con l’Occidente.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Fertőd

Il castello di Fertőd. Ungheria, chiamato anche il Versailles ungherese

Subito dopo la frontiera austriaca, lungo la statale 85 che da Sopron porta a Budapest, si trova la città di Fertõd, sorta nel 1950 dall'unione di Eszterháza e Süttör. Qui troviamo il complesso architettonico chiamato la "Versailles ungherese", sorto per volontà del principe Miklós Esterházy detto il "Magnifico", che a metà del 1700 fece costruire il suo castello sull'esempio della reggia di Versailles.

Nel giardino circostante, pieno di numerose fontane, il Principe fece erigere il teatro dell'opera, il teatro delle marionette, la sala per concerti musicali, la casa di divertimento cinese, piccole chiese, padiglioni e manufatti.A dirigere la sua orchestra, ma anche come ospite di corte, fu chiamato il compositore Joseph Haydn, che divenne anche organizzatore della vita artistica musicale locale

Il castello di Fertőd. Ungheria, chiamato anche il Versailles ungherese

Dopo la morte del principe l'orchestra fu sciolta e la famiglia si trasferì nella residenza di Kismarton. Il castello ed il parco cominciarono ad andare in declino, il tesoro e la collezione di dipinti finirono a Vienna e a Kismarton. Nel corso della seconda Guerra Mondiale l'edificio principale subì gravi danni. Successivamente fu restaurato: le grandi sale di rappresentanza riaperte, il cortile portato a termine e anche il giardino francese, racchiuso fra gli edifici del castello, rimesso a posto.

Il castello di Fertőd. Ungheria, chiamato anche il Versailles ungherese

Solo una parte del complesso architettonico è aperto al pubblico, destinato a museo, dove si possono ammirare la sala della musica, con le sue mura ricche d’ornamenti. Il soffitto è decorato dal maestoso affresco di Milldorfer, che rappresenta Apollo sul carro del sole. Nei quattro angoli della sala, altrettante statue su piedistalli di marmo raffigurano allegoricamente, a grandezza d'uomo, le quattro stagioni. A pianoterra si trova la sala da pranzo estiva ed il terrazzo per i rinfreschi. Le sale del museo-castello di Fertõd sono visitabili con guide esperte. Sin dal 1959, 150° anniversario della morte di Haydn, ogni anno si organizza il Festival Internazionale Haydn e le Settimane Musicali. In tali occasioni rinomate orchestre e cori ungheresi e stranieri ricreano un’atmosfera d’epoca.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Hédervár e Körmend

HÉDERVÁR

Il castello di Hédervár,Transdanubio Settentrionale, Ungheria

A Hédervár, in un parco attorniato da alberi pluricentenari, emerge il castello a tre piani, ornato da torri tozze angolari, dalla planimetria quadrangolare, magnificamente restaurato in stile rinascimentale.

Il destino avventuroso della famiglia Héder nel corso dei secoli ha lasciato il segno anche sul destino del castello stesso. Il conte Héder fu già nel 1162 paladino del paese, e, nel progresso delle sue fortune, fece costruire il castello della propria famiglia, che chiamò "castello Héderváry". Intorno a 1500 la famiglia cadde in disgrazia, perdendo i propri poderi e dovendo assistere anche alla distruzione del castello. Già nel 1550, riconquistando la propria dignità e i poderi, ricostruirono il castello di Hédervár. Quando verso la metà del ‘600 il ramo maschile della famiglia si estinse, il podere fu dato in successione per linee di discendenza femminili rimanendo proprietà dei discendenti fino al 1945. Nel cortile interno, racchiuso dal castello, in estate si organizzano concerti di musica barocca. Nella cappella barocca i giovani sposi possono augurarsi l’eterna fedeltà col rito religioso.

Attorno al castello il parco si estende su una superficie di 12 ettari. Nel parco troviamo un boschetto di platani, sono presenti piante rare come la magnolia ed il tasso. Nei dintorni anche gli amanti della pesca all'amo trovano il proprio paradiso. 

KÖRMEND

Il castello di Körmend,Transdanubio Settentrionale, Ungheria

A Körmend, un piccolo centro nominato "la porta della regione Õrség", si trova l'ex castello Batthyány-Strattman - uno dei più belli del Transdanubio - d’origine remota, essendo stato costruito sulle mura di una fortezza dei secoli XII-XIV e poi completato con quattro torri d'angolo rotonde. La facciata principale è edificata in stile neoclassico ma porta anche segni decorativi del barocco. Nel corso del restauro sono state ritrovate feritoie del secolo XVI ed una pittura murale, sulla facciata, di carattere architettonico che risale all'Ottocento.

Nella rimessa dei carri di una volta è esposto il materiale di storia locale e d’etnografia del Museo Rába. Nel cortile del castello, ogni estate, sono organizzati concerti musicali. Il parco adiacente, allestito nel Settecento, è sotto tutela ambientale.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Kőszeg

Sul lato occidentale della regione Vas - confinante con l’Austria - lungo il ruscello Gyöngyös, troviamo Kõszeg, che si estende ai piedi della catena montuosa omonima (270 m).

La Fortezza di Kőszeg, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Le rovine e i resti della Fortezza Jurisics, i corpi di guardia e i portoni, nonché l'atmosfera medievale delle chiese e delle case rendono la cittadina interessante ed irresistibile. Particolarità della fortezza è la sua stessa costruzione, composta da due parti ben distinte - l'antecastello ed il castello interno a forma di trapezio - collegate tra di loro come due isole. Tali parti furono originariamente circondate da fossati. Non si hanno conoscenze esatte circa la data di costruzione, ma nelle scritture del 1300 già si faceva menzione dei due castelli. La fortezza fu per molto tempo al centro delle lotte fra i re magiari e i principi austriaci.

Divenne poi un importante punto di resistenza all’occupazione turca: l’avanzata verso Vienna del sultano Solimano, alla testa di un esercito di 60 mila persone, fu ostacolata dal capitano della Fortezza, Miklós Jurisics al comando della sua minuta guarnigione. In ricordo di tale resistenza eroica ancora oggi, ogni mattina alle 11 si fanno suonare le campane della città.

La Fortezza di Kőszeg, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

La conformazione della città risale al XVIII secolo. Nei secoli precedenti, città e castello creavano un insieme organico, dal punto di vista strategico, con opere di protezione, portoni e torri che formavano in sostanza un'unica costruzione con le cinte della città-fortezza. Furono i Garai a costruire nel XV secolo al piano superiore dell'ala occidentale, nella parte più larga del castello interno il salone dei cavalieri, e al pianoterra la cantina. Nel corso delle ricostruzioni architettoniche dei secoli XIV e XV fu creato nel complesso settentrionale la cappella, mentre nelle ali orientali e meridionali i locali ad uso abitativo. La costruzione delle mura e del terrazzo di protezione attorno alla fortezza, con le torri esterne e i baluardi, fu ultimata nel 1532. L'intero complesso della Fortezza, dopo la ricostruzione e la ristrutturazione, dal 1958, è divenuto il centro culturale della città. Vi si trovano: il Museo Miklós Jurisics, la casa di cultura, il teatro della Fortezza. L’esposizione permanente del museo, Immagini dalla storia di Kõszeg, presenta documenti e ricordi archeologici della città, oltre ad armi e oggetti risalenti all’epoca di Jurisics. Il castello ogni anno da primavera fino autunno dà luogo a numerose e varie manifestazioni culturali; tra queste menzioniamo i giochi castellani (giugno-settembre), le sagre rinascimentali (primo fine settimana d’agosto), e il tradizionale incontro internazionale delle fanfare (ultimo fine settimana di settembre).

Transdanubio Settentrionale - castelli: Nagycenk

Nei pressi del confine austriaco, lungo la strada che collega Sopron a Budapest, troviamo Nagycenk che, nel 1600 divenne proprietà della famiglia Széchenyi. 

Il castello Széchenyi di Nagycenk, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

La costruzione del castello, di stile barocco, ebbe inizio intorno al 1750. Fu successivamente ricostruito da Ferenc Széchenyi - fondatore del Museo Nazionale Ungherese - il quale diede all'edificio una facciata neoclassica. Suo figlio, il conte István Széchenyi, educato con mentalità e spirito illuministico, trovò lo scopo della propria vita nella realizzazione, sull'esempio inglese, dell'economia nazionale moderna della borghesia.

Su sua iniziativa fu fondata l'Accademia Nazionale delle Scienze, si arginarono il Danubio e il Tibisco, si costruì il Ponte a Catene di Budapest, si avviò la navigazione con navi a vapore sul lago Balaton, si costruirono reti ferroviarie e si sviluppò l'allevamento di cavalli da impiegare nello sport equestre in Ungheria. Per le sue opere, gli fu conferito, ancora in vita, il titolo di " Sommo Ungherese".

Il castello Széchenyi di Nagycenk, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Date le sue ambizioni realizzò, anche sul podere Nagycenk, una fattoria esemplare. Si attivò nell’allevamento di cavalli con stalloni e cavalle importate dall’Inghilterra. Fece ricostruire il complesso del castello e introdusse novità tecnologiche come l’illuminazione a gas, e l’utilizzo di bagni e gabinetti a scarico d’acqua corrente. Introdusse nella serra delle palme il riscaldamento a pavimento e trasformò il parco francese in stile inglese. Fino al 1945, il castello rispecchiò e conservò lo stato in cui era all'epoca di Széchenyi. Durante la guerra, però, subì danni gravissimi e anche quanto rimaneva ancora dell'arredamento fu trafugato. La ristrutturazione ebbe inizio negli anni ‘70. Il risultato di quasi due decenni di lavori ha comportato l'apertura nell'edificio principale di un museo, dove si trovano i segni della vita e delle opere pubbliche ed economiche della famiglia Széchenyi e del "Sommo Ungherese". Anche il parco del castello è stato rinnovato: nello spazio antistante l'edificio principale è rinato il giardino francese in stile barocco, che - grazie ai progetti originali - rievoca l'atmosfera dei giardini d'epoca del 1700. Attorno al castello possiamo ammirare giganteschi alberi pluricentenari e rarità floreali.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Sárvár

Il castello Nádasdy di Sárvár, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Sárvár ha una storia antica. Il castello, menzionato in atti del XII secolo, in forma pentagonale, ha conservato dal XVI lo stile rinascimentale. Il soffitto della sala ricevimenti è decorato con affreschi, in cornici colorate di stucco, del pittore viennese Hans Rudolf Miller, e riportano scene dalle battaglie combattute dal nonno, Ferenc Nádasdy. Le pareti laterali della sala di ricevimento sono decorate con affreschi barocchi del pittore István Dorffmeister e presentano tematiche tratte dall'Antico Testamento.

Il castello Nádasdy di Sárvár, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Il castello oggi è sede culturale della città di Sárvár, ospita il Museo Ferenc Nádasdy, la biblioteca della città, e la casa di cultura. Le esposizioni permanenti del museo sono: l'esposizione "I Secoli di Sárvár" sulla storia della città e del castello, l'esposizione di mappe e cartine, nonché l'esposizione "Tipografia e Editoria nel podere dei Nádasdy". Si ricorda che qui fu stampato il primo libro in lingua ungherese, ed una grammatica latino-ungherese; il "Nuovo Testamento" di János Sylvester, uscì proprio dalla tipografia fondata da Tamás Nádasdy nel 1541. L’esposizione "Huszárok" – ussari, soldati – ci permette di dare uno sguardo nella storia della cavalleria leggera ungherese. La collezione di oggetti di arte applicata é testimonianza della devozione della famiglia Nádasdy per l'arte. Di fronte al castello possiamo passeggiare nel famoso arboreto, trasformato nel XIX secolo in giardino botanico. Accanto al laghetto, si trova un complesso balneare, con bagno termale di fama internazionale.

Tra i programmi ricorrenti suggeriamo il Festival folcloristico internazionale e le sagre autunnali della vendemmia. Ogni due anni, nella prima metà di settembre si organizza l’incontro internazionale degli ussari e le giornate storiche che rendono omaggio alle personalità insigni della storia ungherese.

Originariamente Sárvár fu fondata in una zona acquitrinosa, alla congiunzione di due fiumi, il Gyöngyös ed il Rába, da qui deriva anche il nome. (Sár-vár=fangoso-castello).

Transdanubio Settentrionale - castelli: Seregélyes

Il castello Zichy-Hadik di Seregélyes, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

A metà strada tra Budapest ed il lago Balaton – uscendo a Székesfehérvár dall’autostrada – si trova Seregélyes. Il castello Zichy-Hadik in stile classico è decorato all’interno da affreschi murali ed è circondato da un parco naturale protetto dall’estensione di 22 ettari. Secondo la leggenda, fu costruito intorno al 1820 dal conte Ferenc Zichy per offrire degna ospitalità all’imperatore austriaco e sovrano ungherese Francesco I in occasione delle esercitazioni militari nella regione di Fejér.

Il castello Zichy-Hadik di Seregélyes, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Sulla collina, è situato l'edificio ad un piano a pianta rettangolare. Il frontale, di una semplicità nobile, è caratterizzato dall'articolazione delicata delle superfici, i risalti sono tra di loro collegati in pilastri in legno, mentre il pinnacolo è decorato dallo stemma della famiglia Zichy-Hadik. L’attrazione principale del castello è la sala cosiddetta Romana, oggi usata per conferenze, convegni, concerti e serate letterarie. All’entrata vi sono decorazioni murali formanti un'aula ornata da colonne romane e scene di battaglia. Un’opera architettonica realizzata con la tecnica del secco dal maestro Ferenc Pich. La sala è illuminata da lampadari originali in cristallo e bracci a muro. Attraverso l’enorme ingresso in vetro della sala ricevimenti possiamo arrivare nel giardino pieno di alberi particolari, mentre passando attraverso il ponticello che scavalca il laghetto si può riposare sotto gli alberi dell'isoletta.

Le proposte di escursioni in condizioni di bel tempo riguardano il vicino lago Velence, oppure la località di Tác, dove si possono visitare i resti archeologici dell'antico insediamento romano di Gorsium. Nelle giornate più fresche vale la pena di visitare la città di Székesfehérvár, distante a soli 10 chilometri, che fu sede di incoronazione e sepoltura reale e che oggi, con le sue chiese, monumenti e musei, nonché il vialetto Rác vincitore del premio "l'Europa Nostra" è un importante centro culturale.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Sümeg

Foto aerea del castello di Sümeg, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Sümeg si trova nell'angolo occidentale del Bakony, nella valle che collega i monti di Keszthely con il bacino di Tapolca. Nei dintorni ci sono una miniera di pietra focaia antichissima, un villaggio dell'epoca romana, le rovine di una basilica paleocristiana. Il castello di Sümeg, sul rilievo di Várhegy che si eleva dalla pianura, c'era già nel 1318, attualmente è una delle maggiori fortezze del paese rimaste in ottimo stato.

La fortezza, che risale al XIII secolo, lasciata in abbandono nel Settecento, è stata restaurata in alcune sue parti: la torre dell'entrata, la Vecchia Torre, il bastione Köves. Una piacevole passeggiata conduce alle più estese rovine del Transdanubio. Dalla Vecchia Torre si gode un panorama indimenticabile.

Possiamo vedere i vulcani spenti del bacino, la montagna Bakony. La storia del castello è ricordata dal Museo del castello e dagli spettacoli storici, organizzati nel periodo primavera-autunno, che rievocano l'atmosfera dei tornei e dei banchetti medievali. (ci contatti per maggiori info)

Foto aerea del castello di Sümeg, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

La chiesa parrocchiale cattolica romana sotto l'esterno semplice nasconde un meraviglioso interno: gli affreschi di Maulbertsch segnalano l'apice dell'arte del gran pittore barocco. Altri due esemplari dello stile barocco sono le due imponenti costruzioni della Piazza Szent István: l'ex palazzo vescovile e la chiesa Francescana con il convento. Il Museo Comunale, allestito nella casa nativa di Sándor Kisfaludy (1772-1844), oltre ai ricordi personali del poeta custodisce le collezioni di geologia, d’arte sacra e di ceramiche popolari. Le bianche lastre calcaree della collina Mogyorós, formatesi 125-140 milioni d’anni fa e stratificate secondo le varie ere geologiche, era un’ottima miniera di pietra focaia per gli uomini dell’era neolitica.

Transdanubio Settentrionale - castelli: Tata

Il castello di Tata, Ungheri

Tata, popolare località turistica, dista 70 chilometri da Budapest. E’ facilmente raggiungibile, percorrendo l’autostrada M1 verso Gyõr. La ricchezza di selvaggina delle vicine montagne Vértes e dei Gerecse, la vicinanza di Buda, le sorgenti carsiche ricche d'acqua, ed il laghetto Öreg, alimentato dal ruscello Által, nonché i numerosi canali e laghetti resero la cittadina mèta preferita di riposo sin dal medioevo e luogo preferito di svago dei diversi regnanti. Successivamente alla dichiarazione in monumento protetto, il Castello è sede del Museo di Domokos Kuny. Al pianoterra si trovano i segni dell’antica e vicina Pannonia. L'esposizione prosegue con la presentazione delle testimonianze risalenti all’epoca medievale della cittadina di Tata.

Il pezzo pregiato dell’aula dei Cavalieri è la ristrutturata stufa in maiolica, a forma di cavaliere. Al secondo piano troviamo la ricca esposizione sulla storia delle maestranze e i pezzi più belli della collezione delle faenze di manifattura locale. Nella cappella del castello, costruita nel XVIII secolo, separata dal resto del complesso, possiamo vedere un'esposizione d’arte episcopale.

Il castello di Tata, Ungheri

Il castello gotico dalla forma quadrangolare, ornato da quattro torri d'angolo, fu costruito sui resti di un vecchio rudere, agli inizi del 1400 dal re Sigismondo (divenuto poi imperatore del Sacro Romano Impero). Il castello fu così protetto da una parte dal lago Öreg, mentre dal lato nord-ovest e sud-ovest da un fossato d'acqua. Le torri furono collegate dalle ali a due piani del castello stesso, in una delle quali si trova la cappella. Il re Mattia Corvino (1458-1490) trasformò l’edificio in castello rinascimentale.

Per rafforzare il sistema protettivo, intorno al 1570 il castello fu recintato da mura con bastioni e casematte italiani. Successivamente alla morte del re Mattia ebbe inizio una lunga fase di decadenza: i turchi, durante le loro invasioni lo occuparono e l’incendiarono in diverse occasioni. Le continue invasioni ne segnarono il destino e le scritture del fine secolo XVII lo menzionavano già come in rovina. In questo stato fu acquistato nel 1727 dal giudice regio, József Esterházy (1682-1748). L'ala ancora esistente, che dava sul lago, alla fine del 1890 fu trasformata in stile neogotico.

Transdanubio Settentrionale - città: Bábolna, Herend, Komárom

BÁBOLNA

Il Museo delle carrozze a Bábolna, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Lasciando l’autostrada M1, a 20 Km da Komárom, si trova Bábolna. E’ uno dei più rinomati centri d’allevamento di cavalli purosangue inglesi ed arabi allevati con tecniche ed esperienze acquisite in due secoli d’attività. La Scuderia centrale è ancora attiva nell’edificio barocco del castello Szapáry.

Nell’ex casinò, sono collocati un’esposizione che presenta la storia della proprietà d’allevamento equino, nonché un museo di caccia e di carrozze. Il villaggio è un importante centro, di fama europea, per gli appassionati e per quanti sono interessati agli allevamenti di cavalli e agli sport equestri; qui, si svolge una mostra internazionale di stalloni, organizzata in giugno, e si può assistere alla gara internazionale che si tiene in agosto.

HEREND

La porcellana di Herend, Ungheria

Sulla statale 8, a 15 km da Veszprém, troviamo Herend. Un centro diventato famoso per la produzione di porcellana, ricercata sin dal secolo scorso anche dalle case regnanti d'Inghilterra e di Vienna.

Qui si trovano i prodotti più belli della fabbrica di porcellana, fondata nel 1826, tra cui la fruttiera ornata di 250 rose, la borraccia da parete. Complessivamente più di 8.000 oggetti d'arte, sono esposti nel Museo d’arte della Porcellana.

KOMÁROM

Le fortezze di Komárom, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

La città di Komárom è un’importante stazione di frontiera, collegata da un ponte stradale e da un altro ferroviario con Komarno, comune slovacco, con cui fino alla prima guerra mondiale costituiva un’unica città.

In questa città si trovano i segni di un mondo ormai scomparso, con un sistema di fortificazione e di difesa mai espugnato né dai Mongoli nel XIII secolo, né dagli austriaci nel 1848: le fortezze di Monostor, Csillag e Igmándi. Quest’ultima, oggi è adibita a luogo espositivo del Museo György Klapka. Di notevole interesse è anche il bagno termale, con l’acqua di 58 °C, inserito in un ambiente di villeggiatura ben sviluppato durante tutto l’anno.

Transdanubio Settentrionale - città: Győr

Győr, la città dei fiumi, Ungheria

Lungo l’autostrada M1 che collega Vienna e Budapest, si trova Gyõr, capoluogo della provincia di Gyõr-Sopron del Transdanubio Settentrionale.

Chiamata anche la "città dei fiumi" - poiché qui s’incontrano il Danubio, il Rába ed il Rábca – fu un importante centro della Pannonia, la provincia dell’impero romano, con il nome di Arrabona. Da circa 1.000 anni è sede vescovile. E’ inoltre considerata un’importante meta turistica. Sulla cima della collina erge l'imponente Cattedrale vescovile, costruita attorno al 1030. Uno degli oggetti più preziosi dell'oreficeria medievale ungherese è l'erma di S. Ladislao, custodita nella cappella Héderváry.

Gyõr, la Cattedrale vescovile

Al lato sud della Cattedrale, sulla Piazza Martinovics, è collocata la statua di S. Michele che impugna la spada di fuoco per cacciare il diavolo nell'abisso. Al lato orientale della collina si trova il Cortile dell'Arca del Testamento, eseguito nel 1731. Sull'ex piazza del mercato, attualmente piazza Széchenyi, c’è la casa dell'Abate, di aspetto caratteristico con un balcone d'angolo, che ospita il Museo János Xantus. Sulla stessa piazza, nel convento benedettino è allestito il Museo della Farmacia Széchenyi. Nella casa Kreszta, situata all'angolo della pescheria di una volta, eretta su basi medievali in stile neoclassico, è collocata la mostra permanente della ceramista Margit Kovács, nativa della città.

Sulle sponde dei tre fiumi e nel quartiere cosiddetto "Sziget" (Isola), ricco d’acque termali, si svolge un'attività intensa di sports acquatici.

Gyõr, zona pedonale

L'antico centro storico costruito sulla collina Káptalan, situata allo sbocco dei tre fiumi, aveva il maggiore numero degli edifici importanti. La torre tronca del castello vescovile si riconosce da lontano. Le costruzioni più antiche sono il Baluardo, del secolo XIII e la gotica cappella Dóczy, del Quattrocento. Al posto della cattedrale vescovile, di fronte al palazzo vescovile, già nel secolo XI stava una chiesa romanica. 400 anni dopo fu aggiunta la Cappella di San Ladislao (Cappella Héderváry) in stile gotico, dove si custodisce l'erma di San Ladislao in argento dorato, un capolavoro dell'oreficeria medievale. I due "altari neri" sono le decorazioni particolari della chiesa, mentre gli affreschi sono opere di Maulbertsch. La cornice della sacra immagine, rappresentante la Madonna col Bambino, è un bel modello del rococò.

Nell'adiacenza della chiesa sono collocate due belle statue barocche, risalenti al 1731, donate dall'imperatore Carlo III. Una rappresenta l'arcangelo San Michele, l'altra invece l'arca santa.

Nell'Istituto del Seminario Vescovile sono collocati il tesoro e la Biblioteca della diocesi cattolica romana di Gyõr con la Collezione Zichy che possiede oggetti liturgici, come il trittico in avorio, l'ostensorio cinquecentesco, e il tabernacolo del secolo XVIII. L'attigua chiesa è un significativo edificio dell'arte dei secoli XII-XIII. La figura della fontana sulla Piazza Dunakapu, il Gallo di Ferro sopra la mezzaluna, che annuncia la presa del castello da parte dei Turchi avvenuta nel 1594, è diventato il simbolo della città. La Piazza Széchenyi era la piazza principale nel Medioevo, ora le case i esistenti sono considerate monumenti nazionali. Nella casa "Vastuskós" abitavano i capi dell'amministrazione comunale; il troncone con i chiodi di ferro era l'insegna di una drogheria ottocentesca. La collezione Imre Patkó raccoglie opere del Novecento, nonché oggetti d’arte figurativa provenienti dall'Africa e dall'Oceania. La casa "Apátúr" (signore abate), la residenza dell'abate di una volta, è un imponente palazzo barocco e comprende il ricco materiale del Museo János Xantus composto delle collezioni di storia locale, di storia della medicina, di opere di arti applicate, di francobolli. Sulla stessa piazza sono eretti i tre più importanti edifici dell'ordine benedettino: la chiesa di Sant'Ignazio, con un interno formato sul modello della Chiesa Il Gesù di Roma, e con un pulpito riccamente ornato.

Transdanubio Settentrionale - città: Kőszeg

Kőszeg, Piazza Jurisics con la Porta degli Eroi, Ungheria

Sul confine occidentale, sulla statale 87, a circa 20 km da Szombathely, troviamo Kõszeg. La città, costruita ai piedi delle propaggini orientali della catena montuosa omonima, è una delle più belle del paese. Le viuzze del centro conducono alla fortezza Jurisics. Luogo di notevole interesse storico, segnato da un particolare avvenimento: la battaglia che il 30 agosto 1532 sconfisse i Turchi. Un evento che ancora oggi viene ricordato con lo scandire alle 11, nella stessa ora in cui i turchi si ritirarono sconfitti, dal suono delle campane.

La Fortezza di Kõszeg, del XIII secolo assunse l'attuale aspetto dopo l'incendio del 1777. Ora, ospita il Museo Jurisics, dove è esposto il "Libro dei ceppi delle viti" contenente i disegni, dal 1740 fino ai nostri giorni, che presentano la grandezza delle propaggini della vite il giorno di S. Giorgio.

Kõszeg, piazza Jurisics

Nel Museo della Fortezza sono esposti le armi della battaglia contro i turchi, i ricordi storici locali, nonché alcuni interni d’appartamento provenienti dai secoli XVIII e XIX. La Piazza Jurisics è circondata da sontuosi monumenti storici: tra i quali la Porta degli Eroi, il gotico Palazzo Comunale risalente al secolo XIV e le altre costruzioni che seguono. La chiesa evangelista di Sant'Emerico è un incrocio di diversi stili, mentre l'adiacente chiesa di San Giacomo, comprendente l'abside tardogotica, si considera il più bello ed il più antico monumento artistico della città. La statua di legno, che rappresenta la Madonna, è un capolavoro del Quattrocento. Nella cripta è collocata la tomba di Miklós Jurisics. La costruzione più imponente della città è la chiesa del Sacro Cuore con le meravigliose finestre di vetro colorato e con le volte neogotiche sui pilastri. Tra i musei sono di particolare interesse: la Casa del Generale, tardo rinascimentale, con una raccolta della storia delle corporazioni con i reperti dei mestieri della città: orologiai, macellai, pettinai, pasticcieri di panforte, magnano, barbieri, tessitori, fotografi; il Museo della Farmacia Unicorno comprendente i pezzi più preziosi e le fitoteche di erbe medicinali di alcune farmacie considerate monumenti artistici. Nel cortile della fortezza si tengono, ogni estate, gli spettacoli del Teatro della Fortezza.

Nell'area protetta di Kõszeg, ricca di specie di piante rare, si trovano le Hétforrás (Sette Sorgenti), le Stájer-házak (Case Stiriane), la sorgente Hermann e la cima di Irottkõ, alta 883 metri, che sono mete di piacevoli escursioni.

Transdanubio Settentrionale - città: Pannonhalma

Pannonhalma, veduta aerea dell'Abbazia

Pannonhalma si trova a 20 km a sud, sulla statale 82 che da Gyõr porta verso il lago Balaton. I primi monaci ad arrivare in Pannonia, nel 996, furono i benedettini. La loro presenza, richiesta del sovrano Géza, doveva servire - oltre al sionario – ad espandere la conoscenza dell'agricoltura "moderna" dell’epoca. Fu così che il sovrano fece erigere l'abbazia per i frati, realizzando la prima istituzione ecclesiastica in Ungheria, che ancora oggi è sede dell’arciabbazia dell’ordine benedettino. Da 1.000 anni si eleva sul Monte di San Martino di Pannonhalma l'arciabbazia, considerata la "più antica casa magiara", con i maggiori valori del passato dell'architettura ungherese, ritenuta dall'UNESCO uno dei pregi dell’umanità, ammesso dal 1996 nel Patrimonio Mondiale. In occasione del millennio della fondazione ricevette anche la visita di Giovanni Paolo II.

Pannonhalma, particolare della soffitta dell'Abbazia Benedettina

Alto 55 metri, il campanile della chiesa è considerato uno dei capolavori del neoclassicismo ungherese. La cripta a tre navate è legata al re Stefano I, poiché la tradizione attribuisce lo stallo abbaziale, collocato nel vano del muro occidentale, al trono del fondatore dello Stato. Nella chiesa a tre navate, sistemate secondo le leggi architettoniche delle basiliche, sovrapposta alla cripta, si rivelano i segni dell'architettura del tardo romanico del secolo XIII e del primo gotico, nonché quelli dei cambiamenti dei diversi stili avvenuti nel corso dei secoli successivi.

La porta principale della chiesa medievale si chiama Porta Speziosa, composta da un insieme di colonne di marmo rosso e da una sovrapposizione degli archi di marmo bianco, riccamente scolpiti.

Pannonhalma, la Biblioteca dell'Abbazia Benedettina

Nella cappella di S. Benedetto, si distinguono i diversi stili. Il chiostro, connesso con il lato meridionale della chiesa, è riccamente ornato da mensole rappresentanti motivi floreali e figure che simboleggiano le varie caratteristiche umane. Nell'archivio del monastero si custodisce il primo ricordo autentico della lingua ungherese, il documento di fondazione dell'abbazia di Tihany, del 1055. Tra i vari valori dell'abbazia di Pannonhalma, merita un'attenzione particolare la biblioteca che contiene più di 360 mila volumi, fra cui ci sono alcuni codici e 230 incunaboli. Nei locali della biblioteca sono esposti quadri, tra i quali le opere di Gerini, Vermiglio, Teniers, Battoni e di Maulbertsch, una ricca collezione numismatica che contiene numerose monete romane, ed una collezione d’archeologia.

L'ordine monastico dell'abbazia funziona anche attualmente, per questo le curiosità artistiche del monastero si visitano soltanto con guida turistica. Dal lunedì di Pasqua fino a Natale, nella chiesa, una volta al mese si tengono concerti d’organo.

Il Giardino Botanico, di fronte all'ingresso principale, si articola in due parti, una è il parco dell’arciabbazia l'altra invece un parco-bosco con sentieri comodi. Il Monumento del Millennio fu realizzato 100 anni fa, in occasione del millesimo anniversario della conquista della patria.

Transdanubio Settentrionale - città: Sopron

Sopron

Sopron dista da Budapest 210 km, percorrendo l’autostrada M1 e la nazionale 85. Situata al confine austriaco, tra il lago Fertõ ed i monti di Sopron, sulle sponde del ruscello lkva, è raggiungibile anche in treno. Le propaggini orientali dei monti di Sopron - nominate “Lõvérek”, ricordano i saettieri fatti stabilire nella zona, nel 1261, dal re Béla IV. E’ un centro di soggiorno molto accogliente, e ben attrezzato con piscine e campi da tennis, con boschi d’abete e un panorama che si offre dai belvedere e dalle alture, con l'aria pulita e vigneti che producono vini di qualità. Il centro storico poi ha una forma davvero particolare: a ferro di cavallo, cinto da mura. Sopron, la città più ricca di monumenti storici dell'Ungheria, tale da ottenere nel 1975 il premio Europa Nostra, risale ai Celti e, sotto i romani, si chiamava Scarbantia.

Già allora era una stazione importante della "Via dell'Ambra" che attraversava Europa nel senso Nord-Sud. Il Foro di Scarbantia, ora luogo archeologico, presenta i ruderi del centro di una volta, mentre i frammenti scultorei ed architettonici sono esposti nella Tûztorony (Torre del Fuoco), alta 61 metri, conosciuta come il simbolo della città. Al primo piano è collocata un'esposizione della storia locale.

Sopron

Nella Casa Storno, di stile barocco e con balconi ad angolo, fu realizzato un appartamento-museo, comprendente numerose rarità antiche. La Casa del Generale nel secolo XVII era di proprietà del sindaco, poi fu abitata dai comandanti militari. La Casa Fabricius è uno dei monumenti storici della città. Già nel Trecento era una casa residenziale, l'arredamento ed i mobili ricordano il gusto della borghesia dei secoli XVII-XVIII. Nella cantina medievale è collocata la glittoteca romana, con un gruppo scultoreo di Triade, che avrebbe ornato il Campidoglio di Roma.

Nella Casa della Farmacia, ora si trovano esposte le più belle attrezzature delle antiche farmacie di Sopron, nonché rari manuali di farmaceutica. La chiesa benedettina, nominata anche "chiesa capra", eretta in stile gotico ma con un interno barocco, nel secolo XVII era teatro anche delle incoronazioni e delle diete. Una delle opere di maggiore rilievo della scultura barocca ungherese è la seicentesca Statua della SS. Trinità. La chiesa delle Orsoline costituisce uno dei più valorosi esemplari dell'architettura neogotica dell'Ottocento. Di fronte alla chiesa si vede la Fontana di Maria del secolo XVIII, mentre nel suo oratorio è collocata la collezione d’arte sacra della chiesa cattolica romana di Sopron con intagli di legno ed oggetti d’oreficeria.

Nella Casa Caesar, con un rinascimentale balcone ad angolo, si trova l’esposizione retrospettiva dell'acquerellista József Horváth (1891-1961). Nel vicino palmento di una volta funziona un’accogliente mescita. Al primo piano dell'antica Sinagoga Medievale, dalla fine del secolo XIII, è sistemata un'esposizione con i ricordi di culto degli ebrei di Sopron.

Sopron, il simbolo della città: la Torre del Fuoco (Tűztorony)

La Casa Eggenberg fu costruita nel secolo XVII in stile tardo rinascimentale, con lo stemma dei Brandeburgo sopra il portone e con quello degli Hohenzollern sul cortile con portico. La chiesa di San Giorgio, eretta originariamente in gotico trecentesco, fu rimaneggiata in stile barocco. La casa gemella "Ai Due Mori", edificata 300 anni fa, ha ricevuto la sua denominazione dalle figure che reggono il cornicione del portone posto su colonne a spirale. Sopra la città si erge la chiesa di San Michele, su fondamenta romaniche e in stile gotico quattrocentesco, provvista di un campanile alto 48 metri. Nell'interno si custodisce una statua della Madonna scolpita in legno.

Alcuni dei numerosi musei di Sopron si trovano in Via Templom: la Sala Capitolare Medievale, monumento artistico di pregio rilevante dei secolo XIII, unico nel genere dell'Ungheria per la ricca decorazione; il Museo di Mineralogia, sistemato nell'ex Palazzo Esterházy, che presenta su modelli lo sviluppo della mineralogia e la sua apparizione nelle arti figurativa e decorativa, e, infine, il Museo Nazionale Luterano, con la storia della confraternita evangelica di Sopron.

Il Museo della Panetteria è l'unico nel suo genere del paese, con panificio, officina di pasticceria, casa del panettiere, panetteria, cantina sotterranea. La collina Lõvérek, sopra la città, area protetta, offre bellissimi luoghi d’escursione. Il punto più alto si chiama l'Altura Károly (398 metri), con il Belvedere alto 23 metri. Nei dintorni della città ci sono luoghi interessanti come, ad esempio, la cava di pietra di Fertõrákos, che funzionava già all'epoca romana; le sue pietre furono poi utilizzate per costruire numerosi edifici pubblici di Vienna. Oggi, ospita il Teatro della Grotta con le "scene" naturali che rendono gli spettacoli lirici d’estrema originalità. In quest’ambiente affascinante si tengono, nell'ambito delle Settimane di Sopron, concerti, spettacoli teatrali ed operistici.

Salendo la scala a chiocciola, si arriva su una zona pianeggiante da dove si apre una bella veduta sul lago di Fertõ.

Transdanubio Settentrionale - città: Székesfehérvár

Székesfehérvár, Palazzo Vescovile

Székesfehérvár, a 60 km da Budapest verso il lago Balaton, è raggiungibile in treno e in auto. Il primo insediamento risale ai Celti, ma fu anche un importante centro ai tempi dei Romani. Secondo la leggenda in questo luogo si accampò il principe Árpád, e successivamente, con la denominazione di "Alba Regia" divenne un’importante e la più antica città magiara. Per 5 secoli ospitò la chiesa più autorevole del Paese, dove furono incoronati 37 re e 39 regine, e sepolti 15 sovrani.

Nella città erano custoditi la Corona Sacra ungherese e l'archivio dello Stato, nonché si tenevano le diete. Della Basilica di Santo Stefano (1001-1038), con il nome del fondatore dello Stato Ungherese, sono rimasti soltanto i muri delle fondamenta, esposti nel Parco Commemorativo Nazionale (Középkori romkert), uno dei più interessanti complessi monumentali dell’Ungheria. Il sarcofago del primo re d'Ungheria è posto nel mausoleo.

Székesfehérvár,  il sarcofago di Santo Stefano, primo re d'Ungheria

La Cattedrale di Santo Stefano fu eretta nel secolo XVIII al posto della prima chiesa magiara. Il quadro dell'altare rappresenta una scena della storia ungherese: l'Ungheria è offerta dal re santo alla Madonna, Signora Protettrice degli Ungheresi.  Anche la Cappella di Sant'Anna rievoca il Medio Evo, essendo l'unico ricordo gotico del secolo XV rimasto intatto.

Dal 1777, divenuta sede vescovile, la città cominciò ad acquisire il suo aspetto barocco con imponenti edifici ecclesiastici e con case civili, come ad esempio la Chiesa Francescana con il convento, costruiti al posto dell'ex palazzo di Santo Stefano. Gli affreschi della chiesa rievocano la vita del principe Emerico nato nel palazzo stesso.

La Chiesa Cistercense ha una sagrestia con meravigliosi intagli di legno. La Chiesa Carmelitana con il convento è uno dei più bei monumenti nazionali con l'interno dipinto da Maulbertsch. Il Palazzo Vescovile, con un magnifico balcone in ferro battuto, è considerato un autentico esemplare del rococò, come l'altro complesso edilizio del Palazzo Comunale.

Nel corso del Settecento furono costruiti palazzi signorili e case civili, come la casa Gyõri, che ospitava il primo teatro di lingua ungherese del paese, la casa Hiemer con un balcone chiuso all'angolo.

La Prefettura rappresenta il neoclassicismo, le case residenziali della Piazza Vörösmarty recano tracce dello stile romantico adattato con gusto dal grande architetto magiaro, Miklós Ybl (1814-1891), famoso figlio di Székesfehérvár.

Alla città, per il livello di conservazione dei monumenti popolari di Palotaváros, è stato conferito il premio "Europa Nostra".  A dieci chilometri da Székesfehérvár, a Tác, in un Museo all'aperto, è possibile ammirare i resti della città romana di Gorsium eretta nei secoli III-IV. 

Transdanubio Settentrionale - città: Szombathely

Szombathely, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

La città si trova al confine con l’Austria. Fu fondata, lungo la "strada dell'Ambra", dall’imperatore romano, Claudio con il nome di Colonia Claudia Savaria. Il centro era sorto nella provincia Pannonia quale sede occasionale del Proconsole.

Szombathely è attualmente il capoluogo della regione di Vas. Oggi la città è interessata da un risveglio culturale ed è forte l’impegno per rendere piacevole la vita odierna, cercando un equilibrio con la sua storia, valorizzando i segni di quel che resta del passato. Uno dei più noti frammenti dell’età romana di Szombathely è l'Iseum. Gli scavi, iniziati nel 1955, hanno portato alla luce i resti del tempio dedicato alla divinità Iside.

Szombathely, la bibiloteca

Il Giardino delle Rovine, ora ricostruito, presenta le quattro colonne sulle quali appoggiava l'atrio d'ingresso del santuario, con un fregio decorato rimasto integro. Davanti alla facciata si trova un altare di metri 5x5,5. Sono rimaste anche le colonne alte 8 metri, che servivano a sostenere la tettoia del cortile esterno, trasformato nel secolo III in un immenso tempio. Nella superficie dell'Iseum, al lato meridionale, si trova la nuova Galleria dell'Arte Moderna. L'ingresso sopraelevato serve a proteggere la zona archeologica e, nello stesso tempo, assicura un'ottima visione sulle rovine. Le mostre permanenti della galleria presentano soprattutto le opere delle belle arti del Novecento ungherese.

Di fronte alla galleria, al lato opposto della strada, si trova l'ex sinagoga, il cui interno è stato trasformato nel 1975 in sala concerti. L'architettura esterna della sinagoga - tranne l'ingresso principale - è rimasta invariata, lo spazio interno invece è stato rifatto secondo le più moderne esigenze visive ed acustiche.

La chiesa dei Francescani, costruito in stile gotico nel secolo XIV, e la Cattedrale, eretta su una pianta a croce latina negli anni 1791-1797 in stile di Luigi XVI, fanno parte dei più pregiati monumenti storici di Szombathely.

Particolare segnalazione va fatta: al Giardino delle rovine, alla zona centrale di Savaria romana, al Giardino Botanico di Kámon, che si estende sulla riva del ruscello Gyöngyös e che comprende una delle più ricche collezioni d’alberi rari, ed infine al centro di villeggiatura, situato a nord-ovest dalla città.

Transdanubio Settentrionale - città: Veszprém

Veszprém, Piazza della Ss. Trinità

Veszprém può essere raggiunta in treno o in auto, a poco più di 100 km da Budapest, percorrendo l’autostrada M7 e deviando per la statale 8. La città è capoluogo della regione omonima, famosa anche per le grandi aree destinate alla caccia. Veszprém è fra le più antiche città ungheresi. Nel secolo XI furono edificati da re Stefano la fortezza e la sede vescovile. La città, cui proprietaria era la regina Gisella, moglie del fondatore dello Stato Ungherese, fu chiamata la "città delle regine", poiché sede d’incoronazione delle mogli dei re ungheresi. La Fortezza costituisce un quartiere di monumenti storici, con la Porta degli Eroi. Nell'area relativamente stretta si trovano cinque chiese di cui la più antica, la Cattedrale di San Michele, fu portata al termine nel 1001, poi rimaneggiata più volte, con una cripta trecentesca.

Veszprém, Porta della città

Sulla Cappella di San Giorgio ci sono documenti del 1020. Prese l'attuale aspetto del primo gotico, nel secolo XIII, come la vicina Cappella di Gisella. Nel corso del Settecento furono costruiti il Liceo degli Scolopi, con l’attigua chiesa e con il convento, il Palazzo Vescovile, la casa del Prevosto, la casa Biró-Giczey e la casa Dubniczay.

La chiesa di Santo Stefano, dell'ordine Francescano, ad una navata, conserva sull’altare il quadro che rappresenta il re (divenuto santo) nel momento in cui offre la Corona Sacra - il simbolo del paese - alla Signora degli Ungheresi. L'estremità della fortezza è chiusa da un bastione, decorato con le statue del re Santo Stefano e della regina Gisella, da dove è fruibile un magnifico panorama. Dalla terrazza si possono ammirare il viadotto Völgy-híd che attraversa il ruscello Séd, simbolo della città, e le cime vicine dei Monti di Bakony.

La statua di S. Stefano e sua moglie, regina Gizella

Nel Museo "Regina Gisella" sono esposti i tesori d'arte sacra dell’arcidiocesi cattolica romana: statue, oggetti d'oreficeria, paramenti sacri, pitture, e il tesoro dell’arcivescovado. Una delle esposizioni permanenti del Museo Dezsõ Laczkó presenta la storia dei Monti di Bakony e della zona settentrionale del Balaton. La casa di Bakony, era una residenza di un piccolo nobile con un arredamento elegante e con oggetti d'arte, che comprendeva un'officina "delle borraccie" allestita nei locali posteriori e provvista di un tornio a pedale.

Lo zoo di Veszprém, il parco zoologico Kálmán Kittenberger è uno dei più belli del paese.

A 15 km dalla città si trova Herend, villaggio famoso per le manifatture di porcellana, conosciute in tutto il mondo, che ospita anche un interessante museo della porcellana.

Veszprém ha per teatro un vero gioiello dell'architettura liberty dell'Ungheria, il Teatro Petõfi, dove, oltre agli spettacoli di prosa, sono di repertorio anche operette e musical. La città organizza ogni anno importanti festival mondiali per cori e orchestre.

Transdanubio Settentrionale - gastronomia

Zuppa invernale con legumi

La Szigetköz è "figlia del Danubio" e venne chiamata anche "il Paese delle mille isole". I pescatori del posto godevano sempre della stima di tutti. Oltre alla pesca, gli indigeni si dedicavano anche alla caccia, ma l'allevamento di animali si dimostrò un'attività più redditizia. La coltivazione dei campi era possibile soltanto nei territori che si trovavano in altura che proprio per questo non venivano colpiti dalle alluvioni annuali. La fama del giardinaggio della Szigetköz risale a secoli fa. I paesi erano circondati da orti di cavoli, ma vi si coltivavano anche verdure varie, come peperoni, patate, granturco e zucca.

Dopo i semplici pasti quotidiani, si facevano le grandi mangiate soprattutto in occasione di banchetti di nozze. Il pranzo nuziale cominciava con un brodo di pollo, con le rigaglie si mangiavano le patate alla paprika oppure alla salsa di pomodoro. Poi era la volta del pollo e del maiale impanati, in seguito si servivano l'arrosto e l'anatra al forno con riso, patate e insalata, dopodiché si passava alle torte, paste, dolci e alla polenta. Con tutte le portate si consumavano vini in abbondanza. All'alba, il toccasana migliore per lo stomaco era un piatto di carne di maiale ai salcrauti. I piatti preferiti dei "poncichter", i tedeschi di Sopron, il cui nome deriva dal tedesco Bohnenzüchter, produttore di fagioli, erano gli gnocchetti di fagioli, il tritello di fagioli rosolato, i salatini ai fagioli e lo strudel ai fagioli. Ognuno stuzzica la sete di vino, fa venire la voglia di una bottiglia di "Soproni Kékfrankos" (Kékfrankos di Sopron), il vino rosso più famoso del Transdanubio Settentrionale.

Zuppa di funghi

Il piatto più importante della regione di Vas è la zuppa. Esistono vari tipi di zuppa agra preparata con o senza brodo di carne, come per esempio la zuppa di polmone o alle verdure, tra le quali spiccano il cavolo e la carota, preparate con farina, cipolla e paprika rosolate e con aglio. Il pane accompagna quasi tutte le portate, mentre in passato non si conoscevano i contorni. La carne lessa solitamente si consumava con salse di aglio, cipolla, rafano e funghi. Tra i volatili si mangiava in prevalenza il pollo, le oche erano allevate solo per le loro piume. Raramente si servivano pietanze di manzo, i giovenchi si macellavano solo per i banchetti di nozze. L'animale più "economico" era il maiale, nel senso che se ne utilizzava ogni piccola parte. I maiali venivano macellati due volte all'anno, prima di Natale e tra gennaio e febbraio. Era il padrone stesso a fare da macellaio assistito dal cognato, dal compare e dal vicino.

In occasione delle feste familiari si organizzavano banchetti grandiosi. Quali erano i cibi considerati prelibati? Ce lo rivela il contenuto della "cesta del compare". Da quelle parti secondo le regole della creanza, la madre del neonato non doveva uscire di casa prima del battesimo, perciò erano il padrino e la madrina scelta a procurarle i viveri necessari. In tutte le case esisteva una cesta intessuta di vimini bianca la quale veniva riempita di cibi prelibati per essere poi portata alla madre del bimbo. Vi si mettevano brodo di carne, carne alla paprika e panna acida o spezzatino, arrosto e carne impanata, pollo farcito, paste al forno, dolciumi e frutta. A volte "il pranzo del compare" comprendeva diciassette portate affinché la puerpera riprendesse quanto prima le proprie forze.

Nei Bakony e alle falde dei Bakony spira quasi sempre il vento, le fronde dei boschi stormiscono e anche la quantità delle precipitazioni è superiore rispetto a quella dei territori circostanti. Per i paesi della zona costituivano fonti di guadagno cospicue le racimolate boscherecce e le ghiande per pascolare i maiali. I pastori dei Bakony preparavano i loro pasti in prevalenza costituiti da suini, ovini e latticini. Nei boschi crescevano sorbe, rosa canina, fragole, sambuco selvatico, more, prugnole, nocciole, corniole, ciliege, mele e pere selvatiche. Piatti molto amati erano le verdure lesse preparate con farina rosolata nel grasso (patate dense e piselli densi) nonché i vari tipi di pasta.

Transdanubio Settentrionale - mappa, cartina geografica

Transdanubio Settentrionale - parchi e aree protette: Kõszeg, Lago Velence, Őrség

AREA PROTETTA DI KŐSZEG

Superficie: 4.149 ettari - Visita: liberamente 

Area protetta di Kőszeg, Ungheria

I fiori, come ad esempio il croco bianco che fiorisce in primavera, oppure la genziana d'autunno, che nelle Alpi austriache sono fiori selvatici comuni, nella Montagna di Kõszeg, invece, sono vere e proprie rarità. La stessa unità geologica è particolare dato che in questo luogo si verifica la simbiosi della flora e della fauna pannonica ed alpina. Il clima, caratterizzato da piogge frequenti, è fresco e umido. Il bosco Hercegi non è stato ancora scoperto dalle moltitudini, pertanto è ancora un luogo preservato a pochi gaudenti della natura, che possono apprezzare i faggeti, degni di attenzione, e, nell'adiacenza, la casa del boscaiolo. Qui inoltre cresce in abbondanza una specie di felce (Blechnum spicant), rara altrove, che non somiglia per niente alle altre felci: le foglie sono simili agli aghi di pino e si estende sulla terra.

AREA PROTETTA DEL LAGO VELENCE

Area protetta del Lago Velence (Velencei-tó), Ungheria

Superficie: La Riserva di Uccelli del Lago di Velence: 420 ettari, ingrandimento previsto di 500 ettari circa, il Pantano di Dinnyés: 539 ettari.

Accesso: libero, previo permesso ed esclusivamente con guida, l'avifauna del Pantano di Dinnyés si osserva dal terrapieno della ferrovia. 

Il Lago di Velence - come il Lago Fertõ - è giovane e vecchio nello stesso tempo. Risale a ventimila anni fa. Però i corsi d'acqua - cui il lago deve la sua esistenza - portano anche una grande quantità di depositi alluvionali e di detriti. Un fenomeno questo che, congiunto ad anni di siccità, ha ridotto enormemente la portata dell’acqua: nel 1993 aveva una profondità di soli 72 cm. In conseguenza dei lavori di ripristino, con alimentazione artificiale d’acqua, il lago è stato risanato e nel 1995 la profondità media è stata riportata a 157 cm. Ora, anche gli uccelli sono tornati, e le paludi galleggianti, che prima si depositavano sul fondo, sono riemerse. La riserva ornitologa è limitata dal terrapieno della ferrovia e dalla strada n. 70 che così la separano dal Pantano di Dinnyés, non visitabile per garantire la quiete agli uccelli (aironi minori, aironi bianchi, e spatole) che vivono nei canneti, nell’acqua aperta o sulle sponde del lago.

AREA PROTETTA DI ŐRSÉG

Superficie: 37.911 ettari  - Visita: libera, eccetto le zone protette coperte di muschio di palude

Õrség, Museo Etnografico all'apert

Il territorio dell'Õrség - come si evince dal nome ungherese, già dai tempi della conquista della patria era una zona limitrofa difesa da guardie che vivevano con le rispettive famiglie sulle colline dove, tolti i boschi, costruivano alloggi fortificati. L'Õrség si estende anche nel territorio austriaco (Burgenland). L'area protetta comprende l'intera parte ungherese e tre comuni (Apátistvánfalva, Õriszentpéter e Szalafõ). Nella zona si trovano molti acquitrini abbastanza delicati. Ad esempio sull'acquitrino di Szõce crescono dieci specie rare di muschio di palude, in compagnia dell'insettivora drosera. Alcune specie della flora del paese, come l'alchimilla e la carice grigiastra, vivono esclusivamente nei prati montani ed acquitrinosi dell'Õrség. Questo territorio ha custodito non soltanto l'ambiente naturale ma anche i valori dell'architettura locale.

Transdanubio Settentrionale - parchi e aree protette: Parco Nazionale di Fertő-Hanság

Superficie: 19.735 ettari

Visita: l'acceso allo stabilimento sportivo di Fertõrákos è libero, nelle zone protette, previo permesso ed esclusivamente con guida.

Lago Fertõ, Transdanubio Settentrionale, Ungheria

Il Parco nazionale di Fertõ-Hanság era un'enorme palude fino al regolamento idrico avviato nel 1775. Dalla pianura emergono 55 alture sulle quali, nei tempi remoti, si stabilì la popolazione. Il nome è rimasto conservato, il regno dell'acqua però è definitivamente scomparso in conseguenza della costruzione del Canale principale di Hanság. I prati ed i campi - al posto delle paludi di una volta - devono essere ormai irrigati. Per fortuna non si è realizzato un prosciugamento totale. Accanto a Király-tó (Lago del Re), ad esempio, sopravvive un ontaneto composto d’alberi "in piedi" chiamati così per le enormi radici di sostegno. Il lago stesso sta risuscitando, dal suo fondo si estrae la torba e sull'acqua profonda tornano gli uccelli acquatici.

Parco Nazionale Fertő-Hanság, Ungheria

Il Lago Fertõ si è formato ventimila anni fa. Sul tratto che appartiene all'Ungheria sono registrati 210 uccelli nidificatori e migratori. I luoghi di raccolta della canna, e le parti interne, sono collegati con una rete idrica lunga 240 chilometri. Sul tratto della sponda di Fertõrákos è allestito uno stabilimento sportivo capace di accogliere 15-20.000 persone. Nell'insenatura si può fare il surfing, andare in barca a vela, ma è proibito l'uso di motoscafi. Il lago è circondato a sud e sud-est da terreni salmastri, acquitrini, prati palustri. Le puszte salmastre sono ottimi posti per la nidificazione ma anche gli uccelli di passaggio vi trovano riparo. Sulle tre isolette del lago della puszta Mekszikó covano 2.000 gabbiani. Sulla riva occidentale si trova il bosco Szárhalmi, con una superficie di 412 ettari di cui 5,5 sono protetti, essendo il biotopo di specie rare come, ad esempio, l'Ophris sphegodes.

Transdanubio Settentrionale - parchi e aree protette: Sopron e Szigetköz

AREA PROTETTA DI SOPRON

Superficie: 4.905 ettari, il giardino botanico 25 ettari, di cui 17 ettari protetti - Visita: libera sui sentieri assegnati ai turisti

Il più frequentato luogo di montagna di Sopron è il belvedere Károly, che si eleva sopra la città. Il sentiero di divisione che si trova accanto alla pista da sci ed alla sciovia, conduce ad un bosco di castagni, mentre un sentiero per turisti, marcato con un triangolo rosso, porta sulla cima di Várhely, alta 483 metri. Dal belvedere si offre un magnifico panorama sulla città e sui monti circostanti. Sotto la cima si estende un bosco, dove sono stati trovati tumuli di 2700 anni, che risalgono alla prima età del ferro. Nel territorio dell'Università è stato istituito - a scopo di studio e ricerca - un giardino botanico comprendente duemila specie di piante di pedincolo legnoso e tremila di quelle soffici.

AREA PROTETTA DI SZIGETKÖZ

Superficie: 9.158 ettari - Visita: libera, eccetto i luoghi di nidificazione ed i terreni produttivi d’orchidee, nonché le isole Macska e Öntés.

Szigetköz all'alba

Il territorio di Szigetköz, confinante a nord con il braccio del Danubio Grande, a sud con quello del Danubio di Moson, è composto di sabbia e ghiaia portate dal Paleo-Danubio. Questo luogo costituisce un particolare mondo acqueo dato che lo spazio tra gli argini costruiti alla fine del secolo XIX è così largo che in occasione delle alluvioni di primavera il fiume può estendersi su una superficie grande e dopo, rientrando nel letto originario, lascia dietro di sé un migliaio di isole minute. La quiete di questo paesaggio, in continuo cambiamento - che abbraccia un nastro di terra lungo 100 chilometri sul tratto del Danubio di Moson, e 50 chilometri su quello del Danubio Grande - si deve al livello di protezione, garantito dalle autorità competenti. Il bosco di Csápolnak era una volta un braccio morto. Nelle cavità degli antichi salici vivono gli allocchi. I querceti secolari, nei dintorni di Mosonmagyaróvár, in primavera sono coperti dai tappeti di fiori composti di bucaneve e anemone. Dall'argine, vicino a Nagybajcs, si vedono benissimo i nidi delle cicogne. A poca distanza, si trova un campo acquitrinoso dove in primavera fioriscono l'iride siberica e molte rarità d’orchidee, d'autunno, invece, fioriscono una specie di genziana (Gentiana pneumonanthe) e la freddolina.

Transdanubio Settentrionale - terme: Bük e Sárvár

LE TERME DI BÜK

Bük, stabilimento termale

Bük è una località termale nota in Europa per il suo bagno termale, l’acqua raggiunge i 58°C. Inoltre, essendo la città molto vicina all'Austria, è frequentata prevalentemente da turisti occidentali. La località ha conosciuto negli ultimi anni un rapido successo e offre un’adeguata capacità ricettiva. Il bagno termale costruito su una superficie di 35 ettari, si compone di 14 piscine, di cui 4 con acqua termale in funzione tutto l'anno, al servizio della medicina, con terapie per le malattie degli organi motori, per i disturbi dell'apparato digerente, e circolatori.

A queste attrattive, si aggiungono il parco dei divertimenti ed il confortevole campo da golf con piste a 9 e 18 buchi. Ci sono poi numerose possibilità di escursioni, con visite nelle città di Sopron, Kõszeg, Szombathely.

LE TERME DI SÁRVÁR

Sárvár, l'interno del bagno termale

L’acqua termale di Sárvár, una cittadina che dista 27 km da Szombathely e 120 km da Vienna, ha il vanto di essere efficace nella cura di diverse malattie: degli organi motori, ginecologiche, dermatologiche, reumatiche, gastrointestinali, delle vie respiratorie (con trattamenti d’inalazione) e per altre terapie mediche. Inoltre, il cristallo termale del luogo (sale evaporato dell'acqua di una delle sorgenti), è conosciuto in tutto il mondo. Si usa diluito in acqua per i bagni termali o inalato nel caso di malattie degli organi respiratori.

Dal bagno termale si accede direttamente al giardino botanico che ha una particolare attrattiva: la quercia piramidale, alta 36 metri, accompagnata da altre quattro querce più vecchie di 300 anni, con un vasto arboreto, che appartenne ad una delle più note famiglie ungheresi. Un lungo ponte di pietra conduce al Castello Nádasdy, costruito nel Cinquecento al posto di una fortezza medievale, che avendo locali riccamente ornati ed arredati da mobili e oggetti di valore è diventato uno dei più bei musei, con le esposizioni della storia del castello, della città, degli ussari ungheresi, ed una collezione di arti figurative.

Da Sárvár sono raggiungibili facilmente le città di SopronKõszegSzombathely. Il fiume Rába accanto alla città è il paradiso degli amanti delle gite sull'acqua.

 

Transdanubio Settentrionale - zone del vino: Aszár-Neszmély e Mór

ZONE DEL VINO: ASZÁR-NESZMÉLY

"La perla del Danubio blu"

Vigneto

L’area collinare tra il Danubio e i monti del Transdanubio, chiamata La perla del Danubio blu, costituisce un'importante zona di produzione del vino. Fu nella seconda metà dell’Ottocento che in questa parte dell’Ungheria cominciò a propagarsi la coltura viticola, resa famosa dalle cantine di Aszár, delle tenute di Csákvár degli Eszterházy. Qui si producono vini con composizione di acidi vivaci, ma gradevoli e ricchi di profumi e sapori. La zona si trova in una regione storica, giacché favorita dai regnanti del Medioevo, tra i quali re Sigismondo e re Mattia Corvino, che la frequentavano per battute di caccia e divertimenti vari. Il territorio è caratterizzato da laghi e colline che si snodano lungo la dorsale dei monti Gerecse.

La rocca di Tata, come fulcro e centro dei feudi, svolgeva ad un tempo il duplice ruolo di fortezza e di svago. Facendo incontrare spesso nei saloni rinascimentali vino e storia... già nel secolo XIX era giunta all'estero la fama dei vini di Aszár e di Neszmély. Il terreno destinato alla coltura vinicola raggiunge l'estensione di 1.200 ettari, ed è composto di siltite, sabbia e ghiaia. Il clima è di carattere continentale in cui s’intrecciano però tendenze di tipo oceanico e mediterraneo.

I principali tipi d’uva sono: l’Olaszrizling, il Tramini, lo Chardonnay, l’Irsai Olivér. Località di produzione vinicola: Aszár, Baj, Bársony, Császár, Neszmély, Tata, Kesztölc

ZONE DEL VINO: MÓR

"I segreti delle cantine dei cappuccini"

Il vino dominante che si produce nelle chine meridionali e sud-occidentali dei monti Vértes, è l'Ezerjó. La qualità dei vini di questa zona è data dalla vivacità, dalla corposità e dai ricchi profumi e sapori. Questa zona, resa interessante dalle case del vino, con cantine e mescite dall'aspetto del tutto familiare, va raccomandata a chi è alla ricerca di buon vino da gustarlo in un contesto particolarmente piacevole.  Tra i monti di Bakony e Vértes, nella valle del Mór, si trova l’area destinata a vigneto che, pur essendo limitata ad appena 1200 ettari di terreno sabbioso, ghiaioso, ricco di siltite, è riuscita a conquistarsi un nome ed una notorietà nel mondo della produzione del vino.

La sua popolarità la deve al Móri Ezerjó, un vino bianco d’altissima qualità. I coloni di madrelingua tedesca si portarono dietro il vitigno, forse non particolarmente nobile, che grazie ad una serie di fattori, come il clima e la qualità del terreno, riuscirono a produrre un eccellente vino, intenso e caratterizzato da una gradevolissima vena acidula.

I principali tipi d'uva sono: l’Ezerjó, il Leányka, il Tramini. Località di produzione vinicola: Csákberény, Csókakõ, Mór, Pusztavám

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Transdanubio Settentrionale

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