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Transdanubio Meridionale

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Transdanubio Meridionale - mappa

Transdanubio Meridionale - terme: Harkány

Le terme di Harkány, Ungheria

Harkány si trova nella parte sud-occidentale dell'Ungheria al confine con la Croazia e a 26 km dalla città universitaria e centro culturale  di Pécs.

Harkány è una stazione balneare di fama internazionale, l'acqua termale - l'unica del mondo che contiene ione sulfureo sciolto in forma di gas - scaturisce da una sorgente sulfurea.

L'acqua medicinale di proprietà terapeutiche eccezionali e con il più alto contenuto di zolfo dell'Ungheria è stata scoperta casualmente. L'acqua sgorgò mentre si scavava una buca per un canale. Gli operai continuando a lavorare nell'acqua che arrivava fino alle ginocchia, dopo alcune settimane notarono di non sentire più dolore alle gambe.

Le terme di Harkány, Ungheria

L'acqua di Harkány ha un effetto molto positivo sulle malattie degli organi motori, nei casi d’infiammazioni ginecologiche acute e di malattie dermatologiche. Nel bagno termale oltre al tradizionale bagno a vasca, alle piscine si può usufruire dei trattamenti di idro- e fangoterapia. L'effetto curativo si verifica in caso di ogni specie di reumatismo, di malattie cutanee croniche, di artriti, di nevriti, di affezioni ginecologiche e per le cure supplementari dopo incidenti o fratture.

A disposizione dei villeggiatori c’è una spiaggia, con una piscina olimpica, lunga 50 metri e un'altra per bambini.

La piccola località di Harkány si trova nella famosa zona del vino di Villány-Siklós; pochi tornano a casa senza aver degustato gli eccellenti vini rossi. Oltre alle innumerevoli attrattive che Pécs offre, vale la pena di andare a visitare anche il castello di Siklós.

Transdanubio Meridionale - terme: Zalakaros

Le terme di Zalakaros, Ungheria

Da Nagykanizsa, percorrendo la statale 7, si incrocia l’uscita per Zalakaros. In questo luogo alcuni decenni fa, trivellando alla ricerca del petrolio, venne in superficie un flusso d'acqua ad alto contenuto di minerali disciolti: iodio, bromo e fluoruro, con una temperatura altissima che varia dagli 85 ai 99 °C. Ora, nella parte centrale dello stabilimento, nel bagno termale Gránit, vengono erogati tutti i tipi di trattamenti: bagno termale a vasca, a peso, sauna; con 3 piscine all'aperto, una piscina olimpica, lungo 50 metri e una piscina per bambini, è uno dei più recenti e più popolari stabilimenti del paese che serve a complesse terapie mediche.

Le terme di Zalakaros, Ungheria

L'acqua impiegata è molto adatta ai trattamenti terapeutici contro reumatici e delle malattie ginecologiche e del sistema nervoso. Il bagno termale è circondato da un bel parco, da alberghi, da case di villeggiatura, da un campeggio.

Zalakaros è frequentata primariamente da coloro che soffrono di malattie agli organi motori, ma i trattamenti di questo bagno sono efficaci anche nel caso di infiammazioni ginecologiche acute.

Tra le varie possibilità d’escursioni, una particolarmente consigliata è quella al Kis-Balaton (Piccolo Balaton) che possiede un'avifauna unica al mondo ed è una delle zone più grandi in Ungheria tutelate come riserve naturali.

Transdanubio Meridionale - breve introduzione

Il Transdanubio Meridionale è la fascia che da Budapest si estende lungo il Danubio, fino alla Croazia. Gli altri due confini naturali sono a nord il Balaton e, a sud, il Dráva. E’ collegata alla capitale dalla statale n.6, dall'autostrada M6 e dalla linea ferroviaria Pécs-Dombóvár-Sárbogárd-Budapest.

Pécs, la Cattedrale, Transdanubio Meridionale, Ungheria

L’intera area è intrecciata da nord a sud, da ovest a est dai fiumi Kapos, Sió, Rinya e Zala, ed è caratterizzata da un paesaggio molto variegato, composto di foreste estese ed intatte, di ampie pianure e di colline con dolci declivi e piccole valli nascoste agli occhi profani. Corrisponde a quella che ai tempi dei romani, fu la Pannonia inferiore.

E' una delle regioni turistiche del paese con un clima gradevole, l’aria incontaminata, ed una ricchezza sia nella sfera delle bellezze naturali sia in quella dei ricordi storici. Sono formidabili punti d’attrazione le rare meraviglie naturali del paesaggio, le località balneari famose anche all'estero e gli storici monumenti d’arte.

Transdanubio Meridionale - castelli: Pécsvárad

Il Castello di Pécsvárad

Nelle vicinanze della città di Pécs, è situata la cittadina di Pécsvárad. Gli scavi, durati trent'anni, hanno portato alla scoperta un complesso architettonico e storico unico tra i più pregiati fra i monumenti d'Ungheria.

Il Castello di Pécsvárad fu eretto sulle mura del monastero benedettino, fondato dal re Stefano nel secolo XI: è uno dei monumenti medievali dell'Ungheria. Le parti più integre sono la Torre Vecchia (Öregtorony), la navata della Chiesa abbaziale, lunga 15 metri e l'abside affrescata.

Nel Museo del castello sono esposti i reperti archeologici del castello stesso e dell'abbazia. I reperti riscontrati derivano da un avvenimento storico di rilievo. Il territorio, all'epoca delle conquiste magiare, fu luogo d’accampamento del principe Árpád, che per ragioni difensive fece costruire il castello di Pécsvárad. Sotto il regno del principe Géza si aggiunse la costruzione in pietra di un complesso composto dal Palazzo e dalla Il Castello di Pécsvárad, veduta aerea Cappella. Il re Stefano I fondò nel 1015 un'abbazia regalando alla stessa notevoli possedimenti. Nel chiostro creato nell'ala del Palazzo, la vita monastica si svolgeva sotto regolare ordine. L'ampliamento degli edifici avvenne 100 anni dopo, quando fu innalzato un piano sul complesso del chiostro e della cappella. Attorno alla metà del XIII secolo, al confine meridionale del castello, fu costruita un’altra chiesa di maggiori dimensioni. Nel XV secolo re Mattia offrì Pécsvárad agli abati. Nel 1543 fu occupato dai turchi e visse la fine del loro dominio prima di ridursi in rovine, sulle quali il cardinale Zindendorf, abate di Pécsvárad, fece costruire nel 1729 l'edificio situato nell'angolo nord-occidentale dell'odierno cortile del Castello; ed è allora che prese la sua attuale forma anche l'unica torre rimasta integra ancora oggi.

Ogni anno tra il 15-20 agosto si organizza la sagra di Santo Stefano, durante la quale gli ospiti sono intrattenuti da serate culinarie e presentazioni di danze folcloristiche.

Transdanubio Meridionale - castelli: Siklós

Siklós, la fortezza medievale dall'alto

Siklós è nota per la sua fortezza medievale, cui primo documento risale al 1190. I segni della sua storia sono visibili nelle finestre romaniche, nel balcone e nella cappella: splendidi esemplari del gotico ungherese, dal portone fortificato e dal ponte levatoio rinascimentali e dal castello barocco. I locali del castello oggi accolgono il museo delle carceri, quello della storia del castello e la glittoteca.

Da Pécs, proseguendo in direzione sud sulla strada statale 58, si arriva a Siklós, città situata ai piedi dei monti Villány, dove si trova il Castello omonimo. E’ l’unica fortezza che, pur essendo stata ricostruita diverse volte nel corso dei secoli, è sempre stata abitata. Nucleo del complesso è il castello, circondato da alte mura, torri semicircolari antiche e bastioni più moderni.

Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti del 1294. D’origine medievale, la fortezza ha assunto la sua forma attuale all’inizio del Settecento. Dopo la ristrutturazione completata nel 1969, il castello, aperto tutto l'anno, è anche sede di diverse iniziative culturali, tra le quali si segnalano i programmi estivi - con concerti di musica leggera e classica, il Festival del Castello di Siklós e l'incontro internazionale delle Fanfare. Ogni anno, alla prima domenica d’ottobre, si tiene la Festa Autunnale di Siklós.

Siklós, la fortezza medievale

Nell'ala sud, è collocato il museo del castello e della prigione. Nella cantina troviamo un'esposizione di sculture in stile romanico, gotico e rinascimentale. Di particolare interesse è la cappella del castello, un'opera architettonica tardo-gotica, costruita nella prima metà del XV secolo, dov’è possibile ammirare affreschi e pietre rinascimentali. Altre attrazioni dei luoghi circostanti sono la città antica, con la chiesa parrocchiale, che ospita affreschi recentemente restaurati, il Museo Etnografico di Villánykövesdi, situato nella zona del vino di Villány-Siklós.

Transdanubio Meridionale - castelli: Szigetvár

Il Castello di Siklós, Ungheria

Szigetvár, che si trova a poco più di 30 km da Pécs, già nel Medioevo era un villaggio dotato di strutture fortificate per via della sua posizione strategica

Nel secolo XIV fu costruita sulla piccola isola formata dal ruscello, la caratteristica fortezza poi rafforzata nei secoli successivi. Nel 1566 fu teatro dell’impari lotta contro i turchi, diventata il simbolo dell'amore patriottico. Fu in quella battaglia che i soldati magiari, con a capo il capitano Miklós Zrínyi - dopo un mese di difesa dall'assalto dell'esercito nemico, proruppero dalla fortezza e sacrificarono la vita in una lotta corpo a corpo.

La Fortezza di Szigetvár ed il Museo Miklós Zrínyi presentano l'esposizione della storia di quell’epoca. L’area interna della fortezza è stata trasformata in un parco. Dalle mura e dai bastioni si apre una bella vista sul paesaggio circostante.

Nella cinquecentesca Casa Turca si vedono le esposizioni della cittadina nell'epoca dell'occupazione nemica e miniature turche.

Transdanubio Meridionale - città: Kaposvár, Mohács

KAPOSVÁR

Kaposvár, Teatro Gergely Csiky

Kaposvár è il capoluogo del "comitato" di Somogy, una cittadina di transito tra il Balaton ed i Monti di Mecsek. Attraversando il centro si possono vedere edifici barocchi, neoclassici e del romanticismo, nonché statue e parchi ben curati.

Nel Museo Rippl-Rónai le esposizioni permanenti trattano la storia della città, l’archeologia, il folclore, la flora, la fauna, e la protezione dell'ambiente. Inoltre vi si può ammirare una mostra dell’arte figurativa ungherese dal 1860 fino ai nostri giorni.

Il Museo Commemorativo Rippl-Rónai (Rómahegy), allestito nella casa del grande pittore ungherese post-impressionista (1861-1927), conserva l'originale arredamento e lo studio con l'oeuvre completa. Nella Galleria Vaszary si organizzano mostre di artisti contemporanei.

MOHÁCS

Mohács, festa dei "busó", busójárás

Mohács sorge sulle rive del Duna, ed è la città più meridionale dell'Ungheria. Al suo nome è legato il giorno di lutto della storia ungherese, in ricordo della "rotta di Mohács" del 1526, che vide la morte di 20.000 soldati magiari, tra loro il re Luigi II. Fu in seguito a tale sconfitta che l'Ungheria cadde sotto il dominio dei Turchi. Un dominio che durò 150 anni. L’avvenimento, ora, è rievocato ogni anno all'inizio di febbraio, con la festa delle maschere "busó", (forse un auspicio per allontanare i Turchi).  La neobizantina chiesa, commemorativa del campo di battaglia, con una capienza di 3.600 persone, fu costruita nel 1926 come chiesa votiva, grazie alla beneficenza pubblica. Le fondamenta furono costruite mediante pacchetti di terra provenienti da 3.000 comuni, da 52 città e da 25 prefetture dell'Ungheria: è il simbolo dell’unione nazionale.

Il Museo Kanizsai è dedicato alla storia di Mohács e alla battaglia. Il museo locale raccoglie i costumi popolari e l’arte tessile dei Croati, dei Serbi e degli Sloveni residenti in Ungheria. Il luogo commemorativo di Mohács (Mohács-Sátorhely, Törökdomb – Colle dei Turchi) è eretto sul campo della battaglia del 29 agosto 1526 e custodisce fosse comuni, monumenti sepolcrali, esposizioni di storia dei combattimenti e di archeologia.

Transdanubio Meridionale - città: Pécs

La Basilica di Pécs, Ungheria

Pécs, ubicata ai piedi meridionali dei Monti di Mecsek, dista dalla capitale circa 200 km. La città annovera un passato di 2.000 anni e un clima mediterraneo. Appartenne ai Celti e poi, col nome di Sopianae, ai romani. Nel IX secolo faceva parte della Moravia. Successivamente, per volontà di re Stefano, divenne sede vescovile. Sul finire del 1300 divenne anche sede universitaria, la prima d’Ungheria e la quinta in Europa. E’ stata, anche durante l’occupazione turca, ed è ancora, un importante centro culturale. Gli scavi hanno riportato alla luce il Mausoleo dei primi cristiani, considerato monumento storico di valore internazionale, che comprende una cappella ad una navata, una camera sepolcrale dipinta e una cripta con pareti affrescate. 

La Cappella sepolcrale romana è a tre navate, con pavimento dei secoli 2-4 d.C. e pitture murali. La Camera sepolcrale Korsós è ornata da pitture paleocristiane.

La Basilica è il più prezioso monumento artistico medievale dell'Ungheria. La cripta a cinque navate risale al secolo XI e contiene statue ed affreschi di noti maestri ungheresi. Nelle cappelle laterali e nella sagrestia si vedono numerose opere d'arte, gli affreschi di Bertalan Székely e Károly Lotz. Il Barbacane, un bastione di forma circolare con un portone di telaio arcuato e con feritoie, fu costruito nel Cinquecento. Pécs custodisce inoltre i più espressivi ricordi della dominazione turca durata 150 anni. 

La Moschea del Pascià Gazi Kaszím, Pécs, Ungheria

La Moschea del Pascià Gazi Kaszím, ricca d’elementi dell’arte maomettana, è stata trasformata in chiesa cattolica: l'enorme cupola, le nicchie che servivano per la preghiera, le finestre a schiena d’asino danno un’immagine caratteristica a tutta la città. La Moschea del Pascià Jakovali Hassan costituisce il ricordo più integro dei capolavori dell'architettura islamica rimasti in Ungheria; attualmente è adibita a museo d’oggetti storici ed artistici turchi. Nell'adiacenza sorge il Minareto con la scala a chiocciola di 83 gradini e con il balcone posto all'altezza di 23 metri. La Tomba di Idris Baba, luogo di pellegrinaggio dei turchi, si trova sulla collina Rókus. Nel Bagno del Pascià Memi attualmente funziona un museo balneologico.

Sono notevoli anche gli edifici barocchi della città: la Chiesa dei Francescani con il convento e l’arredamento barocco realizzato da un monaco. La Chiesa del Liceo e l'ex convento dei Paolini formano uno dei più importanti monumenti barocchi della città. La Chiesa d’Ognissanti, eretta accanto al convento carmelitano di una volta. La Cappella della Madonna di Monte Nevoso fu costruita nel 1691 dai sopravvissuti di un'epidemia di peste. La particolarità della Chiesa di Sant’Agostino è la finestra a schiena d'asino, proveniente da una moschea turca. La Chiesa dell’ordine di Carità possiede una facciata principale in stile eclettico ed un interno con altari intarsiati. La Fontana Zsolnay, smaltata con eosina, e posta sulla piazza principale della città , è un capolavoro dello stile liberty.

La Fontana di Zsolnay a Pécs

Tra i numerosi musei di Pécs, il Museo Csontváry, collocato in una bella palazzina neorinascimentale, raccoglie le opere più importanti (fra l'altro il "Cedro solitario") di Tivadar Csontváry Kosztka (1853-1919), l'unico personaggio della pittura ungherese che racchiudeva nella sua arte il romanticismo, il simbolismo e l'espressionismo. Quasi tutte le case di Via Káptalan (Capitolare) sono adibite a musei: le case medievali possiedono preziose collezioni, al n. 2, in una delle più vecchie case della città, si trova il Museo Amerigo Tot (1909-84) comprendente l'oeuvre completa dello scultore magiaro di fama mondiale.

L'esposizione di ceramica, presenta la storia della porcellana Zsolnay e le opere più caratteristiche, gli oggetti decorativi con vernice d’eosina premiati con medaglia d'oro all’esposizione mondiale di Parigi del 1878 e la stanza commemorativa di Zsolnay. La Glittoteca rinascimentale conserva i ricordi di pietra ritrovati a Pécs e nei dintorni. Victor Vasarely (1908-97), il pioniere dell’op-art, della geometria astratta, conosciuto in tutto il mondo fu figlio di Pécs. A Via Káptalan, al n.3 dov'era la sua casa nativa, oggi è allestito il Museo Vasarely con le sue opere.

La nostra escursione continua percorrendo la strada che porta alla cima Misina, alta 525 metri, dove si apre un bellissimo panorama. Si possono anche scegliere i sentieri del Parco di Mecsek, per poi, alla fine dell'escursione degustare i famosi vini della zona.

Transdanubio Meridionale - città: Szekszárd

Szekszárd

Szekszárd, circondata da sette colline, con un passato che risale all’età della pietra. Durante il periodo romano si chiamava Alisca, ed era attraversata dalla strada di Aquincum. Il palazzo della Provincia, in stile neoclassico, che si trova sulla collina della Fortezza, sorge sulle rovine di un monastero costruito dal re Béla, nel 1061, che i turchi trasformarono in fortezza.

Nel Museo Mór Wosinsky si vedono esposizioni di storia, di archeologia e di folclore della regione. Nella Casa commemorativa Mihály Babits sono esposti i mobili, gli oggetti ed i dipinti preferiti del gran poeta e traduttore ungherese novecentesco (1883-1941), figlio della città.

Nel cortile della neoclassica Prefettura (1833) si trovano i resti della chiesa dell’abbazia benedettina del secolo XII, al primo piano è collocata l’esposizione dedicata a Ferenc Liszt, con il pianoforte, le lettere e la statua del geniale compositore e pianista dell’Ottocento (1811-86). La Casa August, dove era spesso ospite, è segnalata da una lapide commemorativa.

Essendo il centro della zona del vino di Szekszárd, si organizza ogni settembre la Festa del vino e il Festival della vendemmia di Szekszárd.

Transdanubio Meridionale - gastronomia

Anatra al forno al mosto d'uva

Se la gastronomia si basa sulle risorse disponibili di un luogo, è il caso di ricordare che qui è raramente usata a tavola la carne di manzo. Si preferisce la carne di maiale o quella di capra, ma anche il pollame. I piatti consumati con maggiore frequenza però sono la pasta, i fagioli, i piselli, le lenticchie e le insalate.Altri cibi comuni ed amati sono i salcrauti, peperoni sottaceto e cetrioli": è la sintesi fatta da uno scrittore specializzato che si era cimentato a descrivere i gusti degli abitanti della zona. Nelle grandi occasioni, nelle feste di rilievo, ma anche quando si eseguono lavori importanti il menù contiene brodo di pollo, cavolo ripieno, arrosto (soprattutto di pollame), dolce lievitato ciambella fritta nel grasso e strudel. Tutto accompagnato da ottimo vino.

Si preparano anche le ciambelle croccanti di pasta dolce, lievitata al forno. Alle nozze il pronubo ha una simile ciambella croccante gigantesca, appesa al collo: si chiama "pane della madre" e spetta alle madri degli sposi. Nel brodo di pollo si cuoce una pasta sottilissima. La carne lessa si serve con la salsa di cipolla. Dal pollo non si ottiene solo l'arrosto, ma anche lo spezzatino.

Carpa fritte

Per l'abbondanza della selvaggina nei boschi nonché per i volatili acquatici del terreno acquitrinoso del Lungodráva e della Nagyberek che si estende a sud del Balaton, la zona costituiva un posto ideale per la caccia e per la pesca. Si preparava, ma ancora oggi, in rarissime occasioni, si prepara la selvaggina all'antica maniera dei pastori: gli esemplari, più giovani, arrostiti allo spiedo e quelli più grandi, tagliati a pezzi o interi e si rosolano in pentola, nel grasso o nel lardo sciolto. Il pesce pescato si arrostiva sulla pietra del camino o alla brace, allo spiedo di legno. Nella maggior parte dei casi la carne serviva per farne il brodo. La carne lessa era servita con salse e sottaceti. Per arrostire la carne si usavano spiedo, forchetta, tegame e griglia. La parte più pregiata della carne suina era il lardo, che, affumicato, aveva il prezzo più alto tra tutte le carni.

Zuppa di carne d'agnello

Il piatto principale sia della cucina contadina (ma anche di quella signorile) era la zuppa. L'ortaggio più importante di una volta, il cavolo cappuccio è tuttora uno dei più apprezzati. Una delle zuppe più comuni degli aratori era la zuppa di fagioli con carne affumicata o cotenna. Si producevano in abbondanza i semi di papavero utilizzati sia come condimento della pasta cotta sia come ingrediente delle paste lievitate, pane dolce e schiacciata. Il frutto più amato era indubbiamente la prugna che contenendo molto zucchero era un ingrediente ideale dell'acquavite e della marmellata. Inoltre le prugne secche sono da sempre ghiottonerie ben note a tutti.

Uno dei prodotti più importanti della regione è tuttora l'uva e la zona del vino di Szekszárd gode sempre fama mondiale. Infatti, in questa parte dell’Ungheria dove il Dráva, nei pressi di Bonyhád, curva ad angolo, si trovano le zone vinicole rinomate in Europa. Inoltre un quinto della flora è costituito da piante mediterranee, vi crescono anche fichi e castagne; la fauna è caratterizzata dalla presenza di cervi, caprioli e cinghiali.

Transdanubio Meridionale - parchi e aree protette: Area protetta Mecsek Orientale

Superficie: il Mecsek Orientale 9.347 ettari, il Monte Jakab 223 ettari, la Valle Melegmány 720 ettari. Orario d’apertura: spelonca di Abaliget, 1° maggio - 31 agosto, ore 10.00-18.00; 1° settembre - 30 aprile, ore 10.00-16.00. Accesso: libero, tranne le riserve degli aironi.

Bosco nell'area protetta Mecsek Orientale, Transdanubio Meridionale, Ungheria

Il centro dell’area di tutela paesaggistica è la conca di Kisújbánya, da cui si diramano fantastiche valli che conducono verso accoglienti luoghi della zona. Tre comuni, Kisújbánya, Püspökszentlászló ed Óbánya ricadono nel territorio protetto. Nei dintorni di Püspökszentlászló è allestito un piccolo giardino botanico che accoglie alberi preziosi.

Il monte più alto del Mecsek si chiama Zengõvár, il cui declivio meridionale è coperto di querceti, carpineti e faggeti. Nei boschi crescono piante rare di cui si citano l’orchidea scimmia e l'asperula taurina, specie protetta. Bisogna ancora menzionare il garofano gigantesco dei prati di Hármas-hegy (Monte Triplice), il rusco cuspidato, pianta protetta, che cresce nella Valle di Magyaregregy.

La Valle di Melegmány, nel Mecsek Centrale, è un indipendente territorio sottoposto alla tutela della natura, in cui si trovano due sorgenti carsiche che ritornano in superficie, formando minuti argini di tufo calcareo, e articolano il ruscello di Melegmány in laghetti. L'acqua scorre da uno all'altro e va a disperdersi nelle cascate a velo. Per il clima molto mite, con querceti e faggeti secolari, è una zona adatta per escursioni e villeggiatura. Nelle vicinanze si trovano numerose grotte. Il Monte San Giacomo, alto 602 metri, prende il suo nome dall'omonimo convento fatto costruire nel XIII secolo. La pietra arenaria morbida e di color rosso fu scavata e scolpita dal vento e poi rinsaldata dalle acque termali, producendo così strane forme a figure umane.

La spelonca di Abaliget si trova ad una ventina di chilometri da Pécs, ed è accessibile percorrendo una strada asfaltata. Nelle grotte sono visibili stalattiti e stalagmiti, nonché gli strati calcarei depositati dal mare Pannonico sul muro del corridoio principale della grotta, accompagnato da un ruscello per un tratto lungo un chilometro e mezzo. La parte chiusa ai turisti è stata adattata alle terapie per malati d’asma e silicosi.

Transdanubio Meridionale - parchi e aree protette: Parco Nazionale Duna-Dráva

Superficie: 49.479 ettari di cui il bosco di Gemenc 17.779, il letto dell'Ó-Dráva di Szaporca 1.106, il ginepraio di Barcs 5.519 ettari

Visita: è raggiungibile in battello sul fiume Sió o sul Danubio, oppure in treno a scartamento ridotto. Il letto della Dráva di Szaporca e le altre zone protette, estese lungo il Dráva, sono liberamente visitabili. Il Parco di ginepri di Barcs, esteso su 10 ettari, è accessibile percorrendo i sentieri tra la strada nazionale n.6 ed il terrapieno della ferrovia. Sull'orlo sud della peschiera di Barcs è allestito un luogo di sosta per i turisti, con un'area attrezzata all'aperto.

Il Parco Nazionale di Duna-Dráva, inaugurato nel 1996, si articola in due grandi aree: l'una segue il percorso del Danubio da Bogyiszló fino al confine, l'altra s'estende lungo il fiume Dráva sul tratto da Õrtilos a Matty. In quell'ambiente - formato di acque, sponde, paludi, boschi, canneti, rimasto relativamente intatto - crescono 121 specie di piante protette.

Nel fiume Dráva e nelle acque vicine vivono 48 specie di pesci; agli sbocchi dei ruscelli 24 varietà di libellule; sui prati volteggiano 465 specie di farfalle. Il biotopo del Danubio non è per niente povero. Nelle località di Gemenc, famoso per le trofee di cervo, e di Béda-Karapancsa nidificano dieci coppie di aquila comune e 25-30 coppie di cicogna nera. In seguito all'arginazione, eseguita tagliando le svolte dei fumi, si è ottenuto un insieme di bracci d’acqua morti e secondari, che si diramano per 40 chilometri. Si è andato così a formare il più grande e più bel terreno alluvionale del paese, dalla lunghezza di 30 chilometri e 7, massimi, di larghezza.

Selvaggina nel bosco di Gemenc, Ungheria

Dentro le chiuse si sono conservati i boschi già esistenti, con la relativa flora e fauna. Avendo poca superficie d’acqua aperta, l’ambiente è divenuto piuttosto paludoso che acquatico. Un mondo paludoso e impenetrabile, assicura agli uccelli nidificatori e a quelli di passaggio una quiete altrimenti impossibile. I laghi acquitrinosi sono fiancheggiati da salici, e da vecchi pioppi nodosi.

A sud del luogo d’incontro del Danubio con il canale Sió, nel bosco di Gemenc, si trova una magnifica e bella riserva di selvaggina. E’, senza volere esagerare, il più bello dei boschi alluvionali dell'Ungheria.

L’area del parco, protetta da vincoli naturalistici, conserva il suo antico stato originario, esistente prima che il Danubio fosse arginato. Tra i vecchi salici, le secolari querce, i pioppi e il mughetto nidificano e librano aironi cenerini, aquile comuni, cicogne nere, aironi bianchi, e uccelli acquatici. Nella vegetazione florida e fitta come la giungla, vivono cervi, cerbiatte e cinghiali. Nel padiglione, costruito cent’anni fa, all’ingresso della riserva (Szekszárd-Bárányfok, Centro di escursioni) c’è l’esposizione delle Trofee di Gemenc, con le curiosità locali. Il bosco è raggiungibile da Szekszárd con il battello o col treno a scartamento ridotto.

A Barcs, oltre al ginepro crescono le betulle, le querce e, nei territori acquitrinosi, anche gli ontani. Le zone più importanti e molto protette dell’area sono proprio gli acquitrini e le paludi. La palude di Nagy-Berek, aumentata dal ruscello Rigóc, si estende nel mezzo di quest'area. Sull'erba della puszta arenaria vivono, tra i tanti esemplari, quasiindistinguibili, grazie alle qualità di mimetismo, due specie di locuste nominate Mantis religiosa e Acrida hungarica.

Transdanubio Meridionale - strada del vino: Villány-Siklós

La zona del vino Villány-Siklós è considerata come Mecca della produzione vinicola del paese. Qui, nella parte meridionale della regione Baranya, fu individuata la prima strada del vino che per 25 km ci conduce in uno dei luoghi più preziosi della cultura magiara. In questa parte del paese la coltivazione dell’uva risale ai celtici.

Tutti i documenti scritti rimasti dai secoli successivi all'invasione tartara (1242) menzionano le vigne di Villány, dimostrando in questo modo la continuazione della cultura vitivinicola. Durante il dominio turco, la città fu completamente distrutta, ma la coltivazione delle vigne continun per merito degli abitanti dei villaggi vicini che continuarono a coltivare una parte delle vigne. Nel villaggio abitato dagli ungheresi furono insediati turchi e slavi (serbi) e molto probabilmente furono questi ultimi a portare la Kadarka, contribuendo a rafforzare la cultura vinicola, in particolare dei vini rossi di Villány, che si distingue dalla zona di Siklós, dove si producono essenzialmente vini bianchi. La strada del vino attraversa sette centri abitati Kisharsány, Nagyharsány, Nagytótfalu, Palkonya, Siklós, Villánykövesd e Villány.

I vini più rinomati sono quelli rossi, particolarmente: 

Kékoportó, il tipo d’uva blu piu diffuso della zona, un vitigno introdotto probabilmente dai tedeschi,  un tipo d’uva dalla maturazione precoce, il suo vino è leggero, di carattere fruttuoso, dimostra i propri valori meglio se consumato giovane. E' molto ricercato anche il tipo "nouveau", prodotto con la stessa qualità d’uva.

Kékfrankos Il Kékfrankos è un vino piu corposo del Kékoportó, ad alto contenuto di acido e ricco di tannino. Si usa anche come base per produrre eccellenti rosé.

Merlot Il Merlot, coltivato a Villány soltanto da alcuni decenni, ha profumi e sapori intensi di frutta ed ha il contenuto vellutato di tannino.

Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc Da questi due vitigni vengono fuori i vini rossi più nobili di Villány e di tutta l’Ungheria. Entrambi i vini hanno un colore intenso, corposi e ricchi di tannino; e ottengono il colmo della loro crescita soltanto dopo diversi mesi di maturazione in botte di quercia e dopo diversi anni di maturazione in bottiglie. Simili ai vini rossi, per effetto del clima caldo, anche quelli bianchi della zona sono piu corposi e hanno un contenuto alcolico piu alto rispetto ai vini prodotti in altri luoghi.

Vini bianchi

Olaszrizling (Riesling Italiano) L’Olaszrizling è un vitigno completamente diverso da quello del Reno, ed è molto diffuso in Ungheria. A Villány con queste uve, mediante una procedura riduttiva, si ottiene un vino secco, leggero, fresco e profumato. Va consumato entro l’anno successivo alla vendemmia. Accompagna in modo eccellente piatti di pesce. 

Chardonnay  Lo Chardonnay è uno dei più nobili vini del mondo. In Ungheria fu portato dalla Borgogna, alla fine del secolo XIX, dal capitolo di Pécs. Il vino è prodotto con procedura riduttiva sia con maturazione in botte di sedile sia in barrique. In ogni caso il vino prodotto è corposo, contenuto, dal profumo e sapore vellutati. Elegante. Accompagna i piatti di vitello e di suino molto saporiti.

Hárslevelû Il Hárslevelu è un vino antico, ungherese. Dal vitigno, che matura a fine ottobre sulle chine dei monti Villány, viene fuori un vino di qualitàr, dal sapore gradevole. Dai chicchi passiti si pun preparare un eccellente vino di dessert. Nelle annate buone il vino ha un profumo particolarmente intenso che ricorda il fiore di tiglio (da qui il nome omonimo).

Transdanubio Meridionale - zone del vino: Mecsekalja e Tolna

MECSEKALJA

Vini d'annata

Chi è alla ricerca della Patria dei vini aromatici, basta raggiungere le colline di Mecsek, le chine assolate che circondano Pécs, che vanta una memoria millenaria, orgogliosa delle sue cantine e del vino di Mecsek. Qui si producono eccellenti uve, bianca e rossa. Nei tempi andati il tipo predominante era la Kadarka. Oggi i vini caratteristici sono i bianchi forti e aromatici, ma ricchi di profumi e di sapori. Su queste colline, nella zona meridionale del Transdanubio, la primavera arriva molto presto e il calore del sole dura a lungo, tanto da rendere un clima certamente mediterraneo.

La ricca gastronomia della regione è un vero scrigno di cultura, che dà ancor più risalto alla qualità dei suoi vini grazie all’incontro felice della cucina regionale croata con quella magiara. La zona di produzione vinicola è caratterizzata da un terreno sabbioso, argilloso, poco compatto, che raggiunge 2700 ettari d’estensione.

I principali vitigni: l’Olaszrizling, lo Chardonnay, il Cirfandli.

Località di produzione vinicola: Pécs, Pécsvárad, Versend, Bóly, Szederkény

TOLNA

Cantine tipiche della zona del vino Tolna, Ungheria

"La gioia degli amanti del vino"

Nella zona di Tolna sono prodotti - principalmente con metodo riduttivo - vini di qualità, leggeri e freschi.

I principali vitigni sono: Chardonnay, Tramini, Zöldveltelini, Olaszrizling, Sauvignon Blanc.

Località di produzione vinicola: Bölcske, Dunaföldvár, Tolna, Tamási, Paks, Lengyel, Mõsény

Transdanubio Meridionale - zone del vino: Szekszárd

"I neri di Schubert e di Liszt"

Szekszárd e i suoi dintorni rappresentano una regione di produzione vinicola di straordinaria fama mondiale. Questa è la patria di corposi vini dal bel colore rubino, come lo Szekszárdi Bikavér, che ispirava grandi compositori come Franz Schubert e Ferenc Liszt.

In cantina

In questa zona mediterranea ricca di sole si producono eccellenti vini rossi. Famoso il sangue di toro di Szekszárd. E’ un vino particolarmente buono. Fino a qualche decennio fa il tipo predominante era il Kadarka, soggetto ad una lunga fermentazione, dal sapore eccellente. Ultimamente predominano il Kékfrankos, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. 

La coltivazione della vite, qui, ha memoria antica: risale ai tempi dei romani. I primi re magiari protessero con rigorosi decreti il nobile vino della zona, formata da due territori fertilissimi: le colline di Szekszárd e la vallata di Völgység. La gente del luogo fa risalire il nome Bikavér, che significa sangue di toro, al colle Bika, il toro appunto. Il Bikavér è tra l'altro un vino cuvée ad alto contenuto alcolico. Il territorio raggiunge un'estensione di 2800 ettari ed è costituito da argilla, sabbia, ghiaia e löss.

Località di produzione vinicola: Szekszárd, Báta, Várdomb, Decs, Öcsény

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Transdanubio Meridionale

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