| Superficie:
48.197 ettari
Apertura: il museo dei pastori di Bócsa-Bugac è
aperto dal 1° maggio al 31 ottobre. Ore 10-17
Visita: la gran parte del territorio, per porre al riparo
flora e fauna, è chiuso al pubblico.
Il parco nazionale del Kiskunság, come quello dell’Hortobágy,
è prevalentemente puszta. I due parchi
nazionali, nonostante abbiano in comune molte caratteristiche,
in tanti elementi si differenziano, a cominciare dalla composizione
del suolo: quello di Felsõ-Kiskunság è
calcinoso e acido. Sulla pianura si vedono pascolare branchi
di pecore e mandrie di bovini, ma ci sono anche animali protetti
come l'otarda, un uccello gruiforme lungo fino ad un metro,
dal piumaggio marroncino-rossastro, striato di scuro.
I laghi di Felsõ-Kiskunság, sulle cui rive
nidificano uccelli protetti come l'avosetta, il trampoliere
ed il piviere, si estendono nei dintorni di Szabadszállás
e Fülöpszállás. La vita dell'avifauna
può essere osservata e studiata, previo permesso, dalla
posta alta di Kelemenszék.
Il lago Kolon, il maggiore del parco nazionale,
è situato tra i comuni di lzsák e Soltszentimre.
Nell'acqua del lago vivono due specie protette di pesci: il
pesce cane (Umbra krameri) ed il cobite fossile. Sui prati
acquitrinosi adiacenti in primavera fioriscono nove specie
di orchidee. Nei canneti, nelle paludi e nei terreni paludosi
trovano riparo numerosi storni di uccelli. Il territorio è
visitabile previo permesso, ma dai mucchi di sabbia di Bikatorok,
che si elevano sulla sponda orientale, si dà una bella
vista sul lago e dintorni.
Una parte della sabbia di Fülöpháza è
in continuo movimento: il vento la sposta qua e là.
Una parte, invece si è stratificata ed è coperta
di piante, con piccoli laghetti salmastri formatisi con l’acqua
piovana. Nel territorio del parco funziona il Centro di formazione
per la tutela dell'Ambiente e della Natura.
Il nome di Bócsa-Rugac è conosciuto anche fuori
confine grazie alla ciarda e alle mandrie dei bovini
grigi e dei cavalli. I veri e propri pregi naturali
si rivelano soltanto davanti agli occhi di chi percorre l'itinerario
a partire dall'entrata fino ai binari ferroviari, visitando
anche il museo dei pastori.
Il Tõerdõ, per estensione è il territorio
minore del parco nazionale ma, grazie alla forza attrattiva
del braccio morto del Tibisco, chiamato Szikra, è
anche il più frequentato, percorrendo solamente i sentieri
assegnati tra i boschi acquitrinosi.
Il territorio di Peszéradacs ha un’estensione
di circa 6.000 ettari, tra il Danubio e il Tibisco. Nel "turjános"
di Kunadacs, sotto tutela dal 1990, si trovano in simbiosi
paludi con canneti, prati acquitrinosi, mucchi di sabbia,
macchie di boschi verdi. Dall'inizio della primavera fino
al tardo autunno un'infinità di fiori si diffonde in
questa zona. La collina del cimitero di Kunadacs è
il biotopo di numerose specie di orchidee. Sull'erba vivono
anche parecchi insetti, ad esempio una specie di acridio (Acrida
hungarica) e Mantis religiosa. Nella parete di löss fanno
nido i meropi. Sul prato di Dámányadacs in primavera
fioriscono le iridi, le orchidee, nel periodo luglio-agosto
i garofani superbi ed una rara specie di genziana (Gentiana
pneumonanche).
Miklapuszta è la continuazione meridionale della puszta
salmastra di Kiskunság, articolata da macchie di canneti,
erbe, paludi e boschi di quercia. Nell'autunno fino alla tarda
primavera, si forma un lago provvisorio, che serve al riposo
degli uccelli che migrano verso sud. Il territorio non è
pubblico.

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