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UNGHERIA: Punto certo per chi vuole investire nell'area centrale dell'Europa

Consumi  Occupazione  Disoccupazione   Retribuzioni Diritti del lavoro   Distribuzione commerciale   Sistema bancario e creditizio   Agevolazioni fiscali   Fonte   Links

             Notizie utili per investire in Ungheria

CONSUMI: La forte espansione dei consumi che si è registrata negli ultimi anni ha contribuito ad avvicinare l'Ungheria all'economia di mercato dei paesi occidentali. 

La popolazione è composta prevalentemente da una classe medio-alta, e da una classe popolare piuttosto consistente che apparentemente dovrebbe avere un potere d'acquisto limitato. Tuttavia basta entrare in uno dei grandi centri commerciali sorti negli ultimi cinque anni in tutte le città ungheresi per capire che probabilmente c'è un'economia sommersa, che forse ancora deve essere esaminata ed analizzata.

Va inoltre osservato che il mercato ungherese presenta forti differenziazioni sul modello dei consumi, per via del fatto che le strutture commerciali e di servizi si sono concentrate nelle città (che non superano 250.000 abitanti, con la sola esclusione della capitale che ne conta poco meno di due milioni).

Le regioni occidentali, le più popolose dell'Ungheria, risentono degli usi, dei costumi e delle tradizioni della vicina Austria, mentre le regioni orientali, meno popolate, presentano un tenore di vita mediamente più basso. 

In generale i gusti dei consumatori, nonostante permanga una forte domanda verso prodotti nazionali, vanno sempre più conformandosi agli standard internazionali. Al decrescere del consumo di latte, carne ed alcolici è seguito l'aumento del consumo di frutta, verdure, cereali e pasta.

Consumi alimentari annuali pro capite (nel 1999 in kg): carne e pesce: 64,3 kg, latte e latticini: 154,3 kg, cereali: 91,9 kg, frutta, verdura: 164,3 kg.                             

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OCCUPAZIONE, RETRIBUZIONI, DIRITTI DEL LAVORO 

Nel 1999 il reddito pro capite annuo è stato di 814.000 fiorini (pari a circa 3.392 Euro). 

Disoccupazione nel 2000: disoccupati: 5,7% , cioè 233.000 unità, di cui 38,7% donne. Disoccupati sotto i 25 anni: 23,9%, disoccupati da più di un anno: 22,1%.

Occupazione nel 2001: 50,3% della popolazione, cioè 3.860.000 lavoratori (senza contare le donne in maternità)
percentuale degli occupati nell' agricoltura: 6,2%, nell'industria (industria+edilizia): 34,2%, nei servizi: 59,6%.

La forza lavoro è costituita prevalentemente da manodopera specializzata e da quadri tecnici di elevato livello e, ovviamente, da operai generici. Si riscontra una forte carenza di manager e di agente di commercio e rappresentanti.

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Retribuzioni mensili lordi nel luglio 2000

Settore 

salario medio in Ft

agricoltura, pesca

60.460

miniera

104.235

industria alimentare

 84.678

industria tessile

 54.682

industria chimica

123.327

industria meccanica

 96.638

industria (media)

 89.737

edilizia

 65.253

commercio

 77.013 

industria alberghiera

 53.261

trasporti, posta, telecomunicazioni

 93.800

attività finanziarie

198.163

immobiliare e servizi 

102.160

pubblica amministrazione, difesa 

 97.262

istruzione

 77.490

sanità, servizi sociali

 82.975

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Diritti del lavoro: Con il codice del 1992 il diritto del lavoro fissa i principi fondamentali delle regole sul rapporto tra datore di lavoro e lavoratore e lascia alla contrattazione tra le parti la definizione del rapporto di lavoro. 

Tra gli altri fattori produttivi, i costi sono i seguenti: 

energia elettrica 

13,4 Ft per kWh, 

gas naturale

19,8 Ft per m3 

acqua

96,7 Ft per m3

benzina

140 Ft al litro

gasolio per camion

123 Ft al litro

Per quanto concerne la telefonia il costo di una telefonata urbana ammonta a 40 fiorini per tre minuti di conversazione circa. Il costo di una telefonata internazionale con l'Italia è pari a 140-150 fiorini al minuto.                                    

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DISTRIBUZIONE COMMERCIALE

La distribuzione commerciale risente dell'assenza per molto tempo di specifiche leggi, mentre il mercato è caratterizzato dall'esistenza di tanti piccoli esercizi al dettaglio, molti dei quali trattano un'ampia varietà di prodotti, spesso anche di merci non del tutto affini. 

Si sta ora registrando una inversione di tendenza che sta modificando il mercato sia per l'afflusso di investimenti stranieri, orientati nel settore della distribuzione (tra i quali alcuni marchi italiani), sia per volontà del governo, che nel gennaio 1997 ha disposto una nuova legge per porre  le basi dello sviluppo dell'attività commerciale. Bisogna tuttavia dire che sono ancora assenti norme di pianificazione dell'attività del settore e di tutela al consumo.

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SISTEMA BANCARIO E CREDITIZIO

Va altrettanto riconosciuto che il dinamismo del commercio internazionale è da attribuire all'efficace sistema bancario, che è forse il più avanzato tra i paesi dell'Europa Centro-Orientale. Dal 1 gennaio 1996 inoltre il fiorino ungherese è divenuto convertibile su tutti i mercati e le transazioni valutarie sono regolate da specifiche leggi accettate anche a livello internazionale. Il sistema creditizio ungherese adotta, tuttavia, tassi di interesse abbastanza elevati tanto da scoraggiare l'impresa che intende ricorrere al credito ordinario per avviare nuovi investimenti. 

Di particolare vivacità è la Borsa Valori di Budapest, aperta anche a sottoscrittori stranieri, il cui sviluppo e la cui interazione con il mondo industriale è rilevante.               

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AGEVOLAZIONI FISCALI

Gli investitori esteri hanno la possibilità di costituire un'attività commerciale sotto forma di società in zona franca di dogana o di società commerciali off-shore la cui tassazione sugli utili prevista per questo tipo di impresa è pari al 2,7%. Evidenti opportunità si hanno per le società già residenti in Ungheria, sulle quali il governo esercita una tassazione del 18%, alla quale si aggiunge, nel caso di imprese italiane, un 10% sui dividendi rimessi in Italia.

Per quanto riguarda le relazioni con i Paesi dell'UE  le tariffe doganali verranno eliminato entro il 2000, mentre tutte le normative relative al controllo di qualità delle merci e all'immissione sul mercato si uniformeranno alle direttive comunitarie. L'Ungheria dal 1997 è ammessa anche ai programmi "Leonardo" ed è tra i paesi candidati ad entrare nell'UE. 

LINKS

www.ice.it 
www.simest.it
 
www.mincomes.it www.mincomes.it/phare/phare2000/indici 

Non ci assumiamo alcuna responsabilità derivante dalla variabilità dei dati forniti, cui fonte proviene da KSH (ISTAT ungherese) e Ministero del Commercio Estero.

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