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LA ZONA DI CACCIA DELLA REGIONE DI VESZPRÉM

Veszprém è una delle regioni che dispone di notevoli riserve di caccia, distribuite su un territorio di 468.000 ettari, dove insiste il 30 % di area boscata a partire dal monte Bakony, habitat naturale per molte specie animali, tra cui cervi, cinghiali, caprioli, mufloni e daini.

La regione, in merito all’attività venatoria, è divisa in quattro unità.

La parte alta della montagna Bakony

Dopo la cacciaLa vasta zona, coperta da querce, faggi ed abeti, garantisce un ottimo rifugio e una sopravvivenza a lungo termine alla selvaggina, è rinomata in tutto il Paese. Non è un caso se da queste parti si organizza la caccia, per così dire, ad alto livello. Qui si concentrano due fattori essenziali: grandi quantità e ottima qualità. Da questa montagna, in determinati periodi parte la migrazione di gruppi di animali verso le aree vicine.

La zona sotto la montagna Bakony (150 mila ettari)

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FagianoQuesta zona comprende Monte Kab che, con i territori limitrofi, è considerato il paradiso della caccia. Si tratta di una vasta area che parte dal monte Kab e si estende fino alla regione di Zala, dove oltre alla caccia grossa, dappertutto presente, è possibile cacciare anche fagiani.

La zona della riva settentrionale del Balaton (80 mila ettari)

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Questa zona, caratterizzata da boschi non fitti, è il regno del cinghiale. Anche se tutte le riserve della zona consentono la caccia anche ai cervi e ai caprioli.

I periodi di caccia da queste parti sono molto articolati e, da luglio in poi, possono trovare diverse combinazioni.

La zona della Piccola Pianura (80 mila ettari)

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Capriolo La varietà e la ricchezza delle riserve di caccia in quest’area offrono per davvero un ventaglio di occasioni straordinario. L'ambiente naturale della zona garantisce la sopravvivenza della selvaggina grossa e piccola: cervi e caprioli sono semplicemente ammirevoli. La conformazione di questo territorio, diversamente dagli altri, è – sia consentito il termine - meno selvaggio e molto usato per coltivazioni agricole; ma non per questo con meno disponibilità di selvaggina. Basti pensare che proprio in questa zona negli anni scorsi sono stati cacciati trofei di cervo e di capriolo.

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