Descrivere percorsi o parlare della selvaggina, come presentare battute
di caccia in Ungheria potrebbe impegnare tante pagine e molto tempo.
Perciò abbiamo pensato di illustrare elementi e luoghi essenziali
dell'attività venatoria, in un paese che possiamo considerare
vocato a tale attività, partendo da poche cose. Il resto lo
costruiremo insieme, facendo tesoro delle esperienze che voi stessi
potrete segnalarci.
Cominciamo
ad illustrare i vari tipi di selvaggina.
In Ungheria c'è un consistente patrimonio di caprioli, tant'è che
la caccia è consentita in tutte le riserve del paese. I migliori capi,
a detta di chi se ne intende, si trovano nell'Alföld, cioè nella Grande
Pianura, più precisamente nel triangolo Debrecen-Szolnok-Békéscsaba.
Anche in altre aree del Paese se ne trovano, ma pare non siano della
stessa qualità ed eccellenza.
Il periodo di caccia inizia il
1° maggio e si conclude il 15 ottobre. I mesi consigliati sono quelli
di maggio, luglio e agosto.

Il cervo ungherese è rinomato nel mondo. La quantità maggiore di cervi
si trova ad ovest e a sud del Danubio, cioè nel
Transdanubio Settentrionale e Meridionale,
ma anche le montagne del nord sono popolate di ottimi esemplari. Il
periodo di caccia coincide con il bramire dei cervi, ed inizia
i primi di settembre. Battute di caccia però vengono organizzate anche
nei mesi successivi.

Negli ultimi anni si è registrato un forte ripopolamento del cinghiale
in Ungheria, tant'è che se ne auspica la riduzione. Per tale ragione
l'attività venatoria non ha limiti temporali ed è consentita tutto
l'anno, anche se il periodo migliore rimane quello dei mesi
autunnali ed invernali.

Al pari del cervo, il daino ungherese è rinomato nel mondo. L'area
di maggiore interesse, per aver fornito i migliori esemplari nella
graduatoria mondiale, è il bosco di Gyulaj, nel
Transdanubio Meridionale, ma anche altre regioni del Paese sono
altrettanto famose. Introdotti dai romani, i daini si sono stabiliti
in Ungheria dove la punta massima di caccia si concentra in
ottobre e in novembre.

Il muflone è arrivato in Ungheria alla fine dell'800 dalla Corsica
e dalla Sardegna. L'animale è diffuso non solo nella aree di riserva
ma anche nelle aree libere delle zone collinari e montuose,
particolarmente sui monti Mátra, Bükk e Pilis. Il periodo venatorio
va, generalmente, da ottobre a gennaio.
L'habitat per così dire naturale del fagiano è l'Alföld, la
Grande Pianura, anche se è molto diffuso in tutta l'Ungheria:
nei boschi e sulle montagne. La caccia al fagiano è praticata individualmente
anche se si organizzano battute per piccoli gruppi. I mesi consigliati
sono quelli che vanno da ottobre a dicembre.
A
differenza di ciò che è consentito in altri paesi, in Ungheria la
beccaccia può essere cacciata (da chi ci riesce) solo in primavera,
durante la fase migratoria. Negli altri periodi la beccaccia è difesa. Per
il resto, cosa dire? Ogni cacciatore ne sa tante su questo tipo di
selvaggina che ogni parola è superflua.
In
Ungheria la tortora dei Balcani è cacciabile senza limiti.
Anche la tortora africana, nonostante i limiti posti dalle autorità
a sua tutela, è cacciabile. Il periodo migliore è quello compreso
tra fine agosto e settembre.
La
disponibilità di selvaggina acquatica non è più quella di una volta.
In tutta Europa è andata via via riducendosi. In Ungheria ora sono
solo 5 i tipi di anatre selvatiche che possono essere
cacciate, gli altri tipi sono posti a tutela naturale. Il periodo
indicato va dal 1° agosto al 15 gennaio, e sono preferite le zone
dei laghi e i corsi dei fiumi.
Solo
due tipi di oche sono cacciabili, mentre gli altri sono tutelati.
La caccia a questo tipo di selvaggina, si sa, è conveniente con maltempo,
perché solo nelle cattive giornate volano basso. Il periodo
è uguale a quello indicato per le anatre.
Diffuso
dai romani, il coniglio selvatico si è adattato in particolar modo
nelle zone più sabbiose dell'Ungheria. Per via della sua attività,
nota anche per il danno che crea nelle campagne, il coniglio è cacciabile
tutto l'anno. Sia bene inteso, a condizione che si abbiano buonissimi
riflessi e necessaria destrezza.

Nonostante il suo habitat naturale sia stato modificato e stravolto,
a tal punto che molti ne avevano annunciato l'estinzione, il ripopolamento
della lepre in questa parte dell'Europa ha ripreso vigore e
consistenza. La quantità maggiore è concentrata nelle province
della Grande Pianura, da Szolnok
a Hajdú a Csongrád a Békés. Da queste parti, vale ancora un vecchio
aneddoto attribuito al duca di Longueville. Quando gli dissero che
alcuni signori stavano cacciando nelle sue terre, senza scomporsi,
il duca rispose:"lasciateli stare, preferisco farmi degli amici
che avere troppe lepri".
Premesso
che anche per la volpe vale l'aneddoto del duca di Longueville sopra
riportato, della caccia alla volpe, che dire? Ogni cacciatore
ben sa quanta energia ci vuole e quanta astuzia. Il resto,
vien di seguito.