| I prodotti
della terra e del fiume dell’Ansa del Danubio
hanno caratterizzato, nondimeno della storia, le usanze alimentari
del territorio circostante la capitale.
Nel passato arrivarono mercanti anche da terre lontane per
la fiera di Esztergom, ma anche per altre occasioni mercantili,
portando per acqua e per terra "una profusione di tesori".
Tornavano a casa caricando sulle navi e sui carri bovini,
maiali, pecore, cereali, pesci, tra i quali storioni, e poi
formaggi, frutta e vino. Sulla riva del Danubio, nei pressi
della piazza del mercato Péter Kopasz aprì la
sua locanda nel 1279 per mercanti e viaggiatori. L’arte
culinaria del vasto comprensorio di Budapest fu molto influenzata
dalla presenza a Visegrád, culla della cultura rinascimentale
dell’Ungheria, di re Mattia Corvino. L’imperatore
invitò a corte non solo artisti e architetti, ma anche
cuochi italiani, aumentando lo splendore della stessa con
la cucina moderna. La vera artefice era la moglie, Beatrice,
italiana che non faceva mancare dalla tavola formaggi italiani,
frutta esotica, spezie, vongole e ostriche che giungevano
a corte in recipienti riempiti con acqua salata.
Nell’agglomerato a sud della capitale, nell’isola
Csepel, si preparano ancora oggi eccellenti zuppe
e gulash di pesce. Solo in questa regione si mangiano
l’arrosto di anatra alla Vecsés, pollo
ripieno alla Gödöllõ. Nei ristoranti
e nelle trattorie dei piccoli villaggi è possibile
mangiare specialità che risentono delle tradizioni
alimentari delle minoranze etniche tedesche, slave, serbe,
che da secoli vivono sulle rive danubiane.
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Piatto di carne

Aranygaluska
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