
L’area del Balaton, oltre alla presenza di volatili acquatici (che per
preservarne le specie è stata creata l’area protetta del Piccolo
Balaton), è famosa per la quantità ingente di pesci che vi si
trovano.
Reperti archeologici riscontrati sul posto riconducono l’esercizio
della pesca a 7.000 anni fa.
Tuttora, nel lago, vivono più di quaranta
specie di pesci, tra i quali il luccioperca, noto per la sua carne chiara
e senza lische. Ha un sapore unico, privo di ogni grasso e fa parte dei
pesci più pregiati e più cari del mercato. Altre specie note sono l’anguilla,
il siluro, la carpa, il luccio, la trinca, il
carassio, il pagello e l'abramide.
Il peleco in principio era un pesce marino e arrivò nel Balaton nuotando
all'insù per il fiume Sió.
Tra
la fine dell’Ottocento e gli inizi del ‘900 la popolazione del Balaton
si nutriva prevalentemente di pane e di carne di maiale. Il pane segalino
non mancava ad ogni pasto.
Grande presenza a tavola di patate e cavoli;
fagioli, piselli e lenticchie venivano preparati con la farina rosolata
nel gasso. I piatti di carne più importanti erano a base di maiale,
mentre il lardo e i ciccioli erano sempre a portata di mano sia d'estate
sia d'inverno. La carne mangiata con minore frequenza era quella di manzo.
Il pollame si conservava soprattutto per le feste.
Il vino, ovviamente non
mancava mai dai pasti con piatti di carne. Nei
mesi estivi in cui si svolgevano i pesanti lavori della terra, i pasti dei
contadini erano così articolati: all'alba, acquavite e pane. Alle otto si
consumava il "fölöstök"
(colazione tedesca modificata all’ungherese)
a base di lardo e salsiccia all'uovo o arrosto. Si pranzava a mezzogiorno
con zuppa di verdure lesse preparate con la farina e carne di maiale,
oppure pasta, ovviamente tutto innaffiato con il vino locale. La merenda
era a base di latte, burro, ricotta, frutta o semplicemente pane o pasta
lievitata. La cena consisteva in zuppa di lenticchie con carne o verdura
lessa preparata con la farina e pasta, o con ricotta o con semolino.
Nei periodi invernali, alle sei
del mattino al vino caldo si accompagnava un dolce lievitato. A
colazione, verso le undici, si prendeva la zuppa agra di carne con patate
o pasta e salsa, l'arrosto con cetrioli e, ovviamente un buon bicchiere di
vino. Al termine dei lavori la cena prevedeva: zuppa a base di grugno,
ancora grugno con rafano seguito da cavoli con carne, sanguinacci,
salsicce, arrosto, due o tre tipi di dolci tra i quali le ciambelle all’uovo.
Il vino era previsto in abbondanza.
Ai banchetti di nozze, si
cominciava con la zuppa di ciliegie, poi seguiva una mezza testa di maiale
con rafano acetato, cavoli, zuppa di verdura e carne con la farina
rosolata, carne alla paprika, pollo arrosto, cotto e impanato, polenta.
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