Si parte dalla Kálvin tér
(alla quale mancano ormai, purtroppo significativi palazzi
neorinascimentali e dell'epoca in questione), lungo la Ráday utca. Il
numero 9 č progetto di Gyula Fodor, il 14 di Dezső Dénes e di Artúr
Mellinger, ambedue del 1911. Proseguendo per questa via, ci sono mille
particolari da scoprire sotto i portoni e sulle facciate. E’
interessante la facciata del palazzo al numero 13 di Kinizsi utca, con i
suoi ornamenti geometrici insoliti a Budapest. A destra dall'angolo di
Kinizsi utca e Lónyai utca si erge l'edificio goticizzante dell'ex
Monte di Pietŕ Centrale, costruita in questi anni. I suoi progettisti,
Sámuel Révész e József Kollár (1901-1903) erano gli allievi di
Henrik Schmahl, compagno di lavoro di una volta di Miklós Ybl e gran
diffusore dello stile neogotico penetrato di elementi moreschi.
Giunti in Boráros tér,
vediamo a destra (al numero 2) un palazzo d’abitazione, opera precoce
di József e László Vágó (1905), il quale rispecchia l'influenza di
Lechner ormai solo nei suoi particolari. Tornando indietro sulla Ráday
utca, in Bakáts tér, dietro la chiesa di Ybl vediamo l'ospedale (al
numero 10): un esempio altisonante come svanisce il carattere di un
edificio art nouveau con il cancellamento della
decorazione. L'unico edificio, di Géza Márkus, ancora esistente a
Budapest l'ex Sanatorio Erdey (1906) ricorda le sue forme di una volta
con un solo finestrino che si puň osservare accanto all'ingresso
centrale. Accanto ad esso, all'angolo di Hőgyes Endre utca, si trova l'ex Ospedale
Omeopata, progettato da Emil Tőry (1907). L’edificio
testimona del fatto che anche gli architetti assai creativi preparavano
contemporaneamente progetti in stili diversi, in questo caso in stile
neobarocco. In fondo alla Hőgyes Endre utca si erge l'edificio del Museo
d'Arte Applicata, meta principale della nostra passeggiata. Da
questa parte, se siamo fortunati, troviamo aperto anche il portone
laterale e possiamo accedere al cortile a forma di U, con al centro la
massa della sala d'esposizione. La scuola e il museo sono stati
costruiti tra il 1893 e il 1896, come primo museo in Europa di stile non
istoricizzante secondo i progetti di Ödön Lechner e Gyula Pártos,
vincitori del concorso di progettazione. (La Facoltŕ d’Arte Applicata
si č giŕ trasferita in gran parte in altra sede, ma secondo
l'intenzione originale uno degli scopi principali era la congiunzione
delle due istituzioni.) L'atrio davanti all'ingresso fornisce gli
elementi del mondo di forme di Lechner, anche se l’artista non era
piů tornato su quest’atmosfera orientale nelle sue altre opere.
Lechner di persona progettava tutti i particolari e gli elementi di
ceramica, anzi partecipň a Pécs, nella fabbrica di ceramiche Zsolnay
perfino agli esperimenti tesi ad inventare nuovi smalti da usare sulle
ceramiche di costruzione. Le pareti coperte di motivi floreali sono
state ridipinte all'inizio degli anni 1970, si possono scoprire tracce
dell'originale solo sul soffitto dell'ingresso esterno, davanti
all'entrata centrale.
Il visitatore, che entra
nell'atrio scopre in un'unica vista la sala d'esposizione a due piani e
anche l'ala della facciata in tutta la sua altezza, attraverso i solai;
cosě puň subito comprendere l'immagine di tutto il museo. Questa
geniale composizione di spazio č stata realizzata tramite soluzioni di
bravura delle strutture in acciaio. Lo strato interno della duplice
copertura di vetro del padiglione rende l'atmosfera orientale sia nella
sua forma globale, che nelle soluzioni particolari. Le strutture in
acciaio a console, di piů piani sovrastanti l'atrio, sono coperte da
uno stucco decorativo che segue e dimostra la logica delle strutture ma
allo stesso tempo la dissolve nel suo ruolo ornamentale.
Nella Mária utca vale la
pena visitare l'edificio della Clinica Oftalmica (al numero 39) che
mantiene la sua funzione originale. I suoi progettisti, Flóris Korb e
Kálmán Giergl, hanno progettato oltre agli edifici delle Cliniche di
Üllői út in questi dintorni, di quasi tutte le cliniche universitarie
del Paese. La Clinica Oftalmica (1908) č un esempio caratteristico di
queste costruzioni sia per quanto riguarda i suoi materiali, le sue
proporzioni, la sua composizione, sia riguardante i particolari.
Tornando indietro sulla Üllői út, proseguendo verso Kálvin tér,
passiamo davanti al palazzo d'affitto Károlyi (al numero 14), la
cosiddetta Corte Aquila d'Oro (1905-1907), un esempio monumentale e
precoce dei tanti palazzi ornatissimi di Gyula Fodor nella capitale.
Conviene osservare gli ornamenti individuali sulla facciata, la sontuosa
porta con rilievi di rame, e la figura femminile dello scultore Simon
Ney nella tromba delle scale.