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UNGHERIA
SETTENTRIONALE

LA GRANDE PIANURA



   Arte popolare

UNGHERIA: UN PAESE DI ANTICHE TRADIZIONI


L'interno di una casa contadina
Se l’arte popolare è ritenuta lo specchio in cui si ritrovano le tradizioni di un popolo, l’Ungheria mantiene forti e vive le immagini che raccontano episodi di vita e di storia, fino a farle diventare "gusto" della nazione. Ci sono molti luoghi dove si conserva la sopravvivenza delle tradizioni, e sono numerose le strutture con ricordi architettonici ancora in uso. Ci sono poi cultori di mestieri tradizionali, artigiani e, in talune zone, finanche persone che vanno in giro con straordinari costumi popolari. Riportiamo in un unico e sintetico quadro, per facilitarne l’orientamento, la ricchezza dell’arte popolare e delle tradizioni del popolo ungherese.

 

LAVORAZIONE DEL LEGNO

BorraccieOvunque, la lavorazione del legno ha seguito le tappe dell’evoluzione umana. Così in Ungheria l’intaglio, oltre a scandire i tempi essenziali della vita – la lavorazione della culla per il neonato, e dei pali per la costruzione dei luoghi mortuari – era essenziale per costruire strumenti d’uso nella vita quotidiana. Gli stessi pastori intagliavano oggetti per uso personale o connessi all’attività del popolo intero, che si basava essenzialente sull’allevamento di animali, con una vita trascorsa all’aria aperta. Costruivano così le fruste ad anelli per i butteri, il manganello per i mandriani, bastoni con il manico ricurvo, scatole in cui portare l’occorrente per la barba, saliere, tabacchiere, paprichiere, scatole per fiammiferi, tazze, "corni" da bevande. Ma si costruivano anche tante altre cose come piedistalli per specchi, spatole da bucato, calandre, ecc. ecc. Una particolare importanza era data alla lavorazione del "cassone della dote" ed al "letto di parata" che venivano portati in testa alla sfilata nuziale che partiva dalla casa della sposa e conduceva a quella dello sposo.

LAVORAZIONE DEI TESSUTI

Lo szûr, il cappotto del pastoreL’arte della tessitura è di antica origine, e riguarda materie prime come la tela di canapa, il lino, la lana, per dotarsi di sacchi e tende, lenzuola, coperte e scialli. Anche la lavorazione dei tessuti è strettamente connessa all’attività. Una lavorazione straordinaria era in uso per tessere lo szûr, il cappotto del pastore, eseguito con una resistente ed impermeabile lana grezza. Un cappotto, col cappuccio, che serviva ai contadini ed ai pastori per ripararsi dalla pioggia, dalla neve e dal vento e fungeva anche da coperta. Le lavorazioni più raffinate, con ricami manuali che riguardano essenzialente il lino, si sviluppano negli ultimi quattro secoli. Nell’Ungheria Una pittrice di Kalocsa Settentrionale, il ricamo è portato a riempire lo spazio del pezzo di stoffa. Il risultato di tale lavorazione, che rende variopini e lucidi i tessuti, caratterizza i  costumi di questo vasto territorio. In verità anche nella Grande Pianura si mantiene lo stesso stile variopinto e vivace, soprattutto nel centro di Kalocsa dove tale arte ha influenzato la pittura delle pareti domestiche e la decorazione delle abitazioni. Qui di fatti si usa ancora dipingere le pareti con motivi floreali. Una pratica unica in tutta l’Ungheria. Nell’Ungheria Settentrionale invece la decorazione in uso tra i palóc, riguardava oltre all’abbigliamento anche l’orlo dei fazzoletti, degli asciugamani, delle lenzuola.

VASAI

Coppia di soprammobili artigianali

La lavorazione dell’argilla è molto in uso. Si tratta di un antico mestiere diffuso in tutto il paese. Nella tradizione l’acquisto di vasi decorati, usati per le feste, era legato essenzialmente ai matrimoni. Ancora oggi si trovano vasari che producono brocche per l’acqua, con vernice color ocra gialla, decorate con motivi floreali; bottiglie; piatti con disegni floreali, di uccelli, di stelle e altri motivi che servono da ornamento; bicchieri tipici e tazze. In alcuni centri della Grande Pianura si producono vasi che, mediante un particolare procedimento, si colorano (senza uso di vernice) di nero.

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